L’America liberal vota Pera&co.

Di Luigi Amicone
16 Marzo 2006
IRRISI DALLA BANDA DI REP&C. I "NUOVI LAICI" CONQUISTANO IL NYT

La propaganda dell’Unione cerca di far credere che l’applauso bipartisan conquistato dal presidente del Consiglio al Congresso degli Stati Uniti due settimane fa rappresenta un episodio isolato. Così non è.
La settimana scorsa si è ripetuta la scena di un esponente dell’establishment del partito democratico americano che applaude (stavolta metaforicamente) un esponente di Forza Italia: dopo l’omaggio di Hillary Clinton al discorso di Silvio Berlusconi del 1° marzo, è stata la volta del New York Times che, attraverso la penna del suo editorialista John Vinocur nell’edizione del 7 marzo, ha dedicato due colonne di approvazione al “Manifesto per l’Occidente forza di libertà” promosso dal presidente del Senato Marcello Pera. Secondo il più importante quotidiano liberal americano «va reso merito a Pera di aver enfatizzato l’argomentazione, forse per la prima volta in una campagna elettorale nazionale, che la difesa dell’identità dell’Europa è una questione cruciale che non deve essere derisa dai nichilisti o lasciata ai fascisti».
L’esatto contrario di quanto negli stessi giorni scriveva, con la consueta violenza verbale, Paolo Flores D’Arcais nell’editoriale di apertura di Micromega, dove istituiva un irridente parallelo fra il “libro e moschetto” del regime fascista e un immaginario “Bibbia e cannoni”, che costituirebbe il motto dei teocon raccolti attorno al presidente del Senato. La paranoia cristofobica confonde a tal punto la vista dei giacobini di casa nostra che vedono fascisti là dove non ve n’è traccia. Mentre sfugge al loro sguardo l’elefante islamo-fascista che è sul punto di sfasciare la casa comune. Un errore che in America, dopo l’11 settembre, nessuno più commette, indipendentemente dall’affiliazione politica. Lì tutti si sentono vicini alla «battaglia culturale dei nuovi laici».

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