L’anno che verrà

Di Fred Perri
23 Dicembre 2004
Caro Gesù Bambino

Caro Gesù Bambino, scusa se ti scrivo così in ritardo, ma tra Cappuccetti Rossi, Coccinelle Festose, Virtù Bambini e altre amenità, temevo che avessi fatto la fine delle Radici Cristiane nella Costituzione europea (comunque non sarete così fessi da crederci, all’Europa). Invece l’altro giorno ho portato mio figlio all’asilo e ho capito che il mio stipendio era ben speso: avevano fatto il Presepe. Caro Gesù Bambino, a Natale vorrei che eliminassi la moviola, altro che metterla in campo, e con essa i moviolisti e con i moviolisti le trasmissioni televisive sportive, da Biscardi (a proposito ci sono stato anch’io e comincio a confessarmi: mea culpa) in giù. Già che ci sei vorrei che eliminassi pure le domeniche in e out, i reality show, il festival di Sanremo, la lotteria di capodanno, tanto è taroccata come tutti i quiz (elimina pure questi). Vorrei che mi portassi la Tv che vidi in albergo la prima volta che andai a Bucarest. C’era ancora Ceausescu. I programmi cominciavano alle 18 e finivano alle 20. Ma potevo solo intuirli perché l’osceno apparecchio mandava scariche inquietanti e lo schermo era tutto a strisce. Caro Gesù Bambino, fai passare a tutti un felice Natale e per il 2005 facci essere più buoni. Io vorrei essere meno cinico. Magari un po’ più magro. Solo un po’, mi raccomando.

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