L’anno zero della rivoluzione birmana e la routine manettara di Anno Zero

Di Tempi
11 Ottobre 2007

Ha detto un giovane birmano dopo la grande manifestazione del 22 settembre: «Oggi è stato per noi un giorno importante. Siamo passati di fronte alla casa della nostra discepola laica Aung San Suu Kyi e siamo felici di averla vista in buona salute». Parole semplici, ma emblematiche di un’amicizia che c’è tra chi è legato dalle intenzioni della vita e vive già fuori dalla menzogna del regime. Un regime, quello dei generali socialcomunisti, che ha abolito ogni «ingerenza religiosa», dichiarato l’ateismo di Stato, nazionalizzato le imprese. E garantito la piena occupazione con i lavori forzati imposti alle donne e ai bambini. Perché da noi si fa un po’ fatica a capire la portata e la profondità dell’insorgenza birmana? Andatele a riferire a Veltroni o ai capi delle marce pacifiste le parole di San Suu Kyi che abbiamo messo in copertina. Vi guarderanno come si guarda un idiota. Mica si capisce che ci vuole una “rivoluzione dello spirito” per costruire un progresso e una pace che credono di non essere cadaverici solo perché si dicono ecologisti, gay e multiculturali. In compenso le forze che da noi reggono il regime socialbuonista collaborano volenterosamente allo smantellamento di una coscienza religiosa e veramente laica del popolo italiano.
Pensate alle trasmissioni Exit e Anno Zero della scorsa settimana. E pensate a come, in generale, l’informazione stia allontanandosi da una percezione non astiosa e depressa della realtà. Pensate alla zizzania che seminano per farci pensare che tutto è marcio. Che tutto, dal parlamento alla Chiesa, è “casta”. Pensate all’infinita presunzione di certi personaggi tv, al sarcasmo, al passaggio dal coiffeur dei nostri pettinati maestri di giustizia sotto la telecamera. Come sono diverse quelle coscienze religiose che si assumono responsabilità laiche e testimoniano amore alla verità tutta intera. Cose birmane, sì, mentre da noi crescono solo eroi adolescenti e narcisi. Ma se domani il regime dei generali mostrasse in tv “il video shock” di un monaco che ruba sull’elemosina. il popolo birmano, secondo voi, cosa penserebbe? Esatto. Penserebbe che anche a Rangoon sono sbarcate le troupe di Ilaria D’Amico e di Santoro.

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