L’annonce faite à Marie
È uscito in una nuova edizione il libro di Paul Claudel L’annuncio a Maria, mistero in quattro atti, i “Libri dello Spirito Cristiano”, Rizzoli. Libro di quelli che si tengono sul comodino e ogni tanto è bello andare a rileggere per riscoprirne di volta in volta qualcosa di nuovo, fatto per stupire, «cercavamo nella poesia una illuminazione su noi stessi; la bellezza, ma anche un segnale per il nostro cammino», come disse nel 1949 uno dei primi entusiasti scopritori di Claudel, Jahier. L’annuncio a Maria prende l’avvio dal dialogo tra Violaine e l’architetto Pietro di Craon: Violaine: «…forse che debba andarmene a predicare il Vangelo ai Saraceni?» Pietro di Craon: «Non alla pietra tocca fissare il suo posto, ma al Maestro dell’Opera che l’ha scelta». Così che tutti i personaggi saranno segnati, determinati da questo inizio. «L’annuncio a Maria è una delle opere più grandi che siano state scritte nel ‘900. Non è molto reclamizzato perché non è capito, ma vi è concentrato il genio del cristianesimo cattolico». Così nell’introduzione Luigi Giussani. Claudel in una lettera del 1922 a proposito di questo suo non essere capito così dice: «Noi non osserveremo realmente le cose se non teniamo presente la causa che è Dio… in questo senso comprendere le cose è abbracciare la loro causa oscura e parlarne significa esprimerle rapportandole a questa causa, con il medesimo legame che lega anche noi ad essa».
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