Laos, urla dal silenzio
In margine alla campagna per dare un salvacondotto a Saddam Hussein e (con l’esilio del rais) provare a scongiurare la guerra contro l’Irak, esce nella collana dei libri liberal Indocina libera, libro-dossier a firma dei radicali Massimo Lensi e Bruno Mellano, l’uno giornalista, l’altro consigliere regionale Pr in Piemonte, che raccoglie materiali e testimonianze sulla storia recente del regime laotiano, “regime che si può definire ‘feudal-criminale’” scrive nella sua prefazione Emma Bonino, «in quanto asservito agli interessi convergenti, quando non coincidenti, delle nomenklature del partito e dei grandi produttori di oppio». Il partito è naturalmente quello comunista, responsabile, a venticinque anni dall’accordo di amicizia col Vietnam, di una repressione feroce e di una persecuzione accanita, in particolare nei riguardi della minoranza cristiana. è agile la documentazione raccolta dai due militanti del partito radicale trasnazionale, primo in Europa a sollevare il caso del “narco-comunismo di Vientiane”.
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