L’arte del pic-nic
Esplode l’estate e la pic-nic-mania, ovvero l’arte bucolico-borghese di fare colazione all’aperto. Regale e inglese nell’800, bohemien e post-impressionista nel ’900, Woodstockiano anni ’60, yuppie e anni ’90 alla Pretty Woman e tra-casa-e-giardino — ma soprattutto non globalizzato – all’alba del terzo millennio. Snob, mondano, tra miseria e nobiltà, questo modo di fare lunch, merenda o tè all’aperto, è la nuova moda del momento. E gli insegnamenti si sprecano. C’è l’esperto che spiega come mixare la seggiolina di paglia alla tovaglietta-foulard più adatta. Ci sono artisti come Liza Lou che, all’interno della mostra parigina Un art populaire, ha realizzato un’installazione formato-colazione sull’erba tutta ricoperta di perline. I siti Internet, poi, si sprecano: www.lastminute.com consiglia menù monocromatici, www.picnicbaskets2go.com offre set da pic-nic in ogni stile, formato e materiale e, infine, il sito ufficiale dell’Associazione per la Protezione del Sandwich, www.fln-bma/sandwich2.htm, offre ricette di tramezzini da tutto il mondo e permette a ciascuno di brevettare la propria ricetta.
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