L’ateneo degli anti-università
L’episodio di intolleranza contro Shai Cohen, consigliere per gli affari politici e relazioni esterne dell’ambasciata israeliana a Roma, ha fatto tornare sotto i riflettori della cronaca nazionale la delicata situazione di Pisa. Invitato per tenere una lezione sulla “Repubblica d’Israele” nell’aula magna della facoltà di scienze politiche, Cohen non ha potuto parlare. Una trentina di studenti del Casp (collettivo di Scienze politiche) ha fatto irruzione nell’aula e ha impedito lo svolgimento della lezione. Questo è l’ultimo di una lunga serie di episodi in cui sono protagonisti gli esponenti dei collettivi che si richiamano all’area anti-imperialista e al mondo anarchico. Oltre a sigle come “Il Silvestre”, “Incontrolados” e “Individualità Ribelli” è comparsa anche la sigla dei Carc (Comitati di appoggio alla resistenza – per il comunismo), cellula che gli esperti indicano come molto vicina alle Brigate Rosse. Ma proprio attorno al circolo anarchico “Il Silvestre” gli inquirenti avrebbero scoperto il nucleo operativo delle Cor, le Cellule di offensiva rivoluzionaria che negli ultimi anni hanno fatto molto parlare di sé. Sembra infatti che siano responsabili di una lunga serie di atti terroristici compiuti soprattutto a Pisa, ma anche a Roma. Tra giugno e luglio le forze dell’ordine hanno compiuto l’arresto di diversi esponenti dell’area anarchica e anti-imperialista, tra cui alcuni studenti di Lettere e di Scienze politiche. Un’azione che sembra abbia ottenuto la disarticolazione delle Cor le quali, come è noto, hanno usato per le rivendicazioni delle proprie azioni la famigerata stella a cinque punte. La lista delle imprese criminali delle Cor è lunga. Attentati a Cisl, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Obiettivo Lavoro e varie intimidazioni. Diversi poi gli esponenti di An presi di mira. Un anno fa un attacco incendiario all’abitazione di un responsabile locale del partito di Fini e nell’aprile di quest’anno l’incendio dell’auto del segretario provinciale. Un resoconto completo degli attentati venne fatto nel maggio scorso dal sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, il quale, rispondendo ad alcune interrogazioni parlamentari in Senato, rendeva noto l’innalzamento del livello di guardia da parte delle forze dell’ordine. Non tutti però mettono in relazione l’azione terroristica delle cellule pisane con il forte clima di contrapposizione che è presente all’interno dell’università. Da più parti si fa però notare come il corpo accademico pisano sia in prima fila nel contestare il nuovo stato giuridico presentato dal ministro Letizia Moratti, in un clima crescente di “antiberlusconismo militante”. «Non si possono mettere in relazione le azioni violente delle Cor con la contestazione della legge Moratti – afferma Giorgio, studente di Lettere – ma il clima in queste settimane è pesante. Lo sciopero dei ricercatori e dei professori crea un grande disagio negli studenti. Qualcuno in una situazione di netto contrasto può sempre approfittarne. E poi a marzo si terranno le elezioni universitarie». Comunque siano le interpretazioni, nella città toscana sono tutti compatti e contro la Moratti. Il Senato accademico pisano ha aderito in blocco alla settimana di agitazione delle università toscane che è sfociata nella manifestazione unitaria di Firenze e nella più folcloristica lezione in Piazza dei Miracoli da parte di un folto gruppo di docenti. Dopo gli ultimi arresti tra gli esponenti di Alleanza Nazionale la paura di essere nel mirino è diminuita, ma in modo quasi unanime tutti chiedono di non abbassare la guardia. Scampato pericolo, forse, ma i puri e duri ci sono sempre. Ad esempio molto attivo in questi mesi è il gruppo antagonista denominato “Newroz” fortemente legato ai collettivi di Lettere e Scienze politiche. In queste settimane un palazzina dell’università in via San Lorenzo è stata occupata dai collettivi e simili. Nessuno pare interessarsi alla vicenda. Sembra siano troppo intenti a lottare contro la Moratti.
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