L’Azione anit-Cattolica secondo Rep. (e il margherito Mantini)

Di Tempi
12 Gennaio 2006

Mentre gli utili Rosy Bindi e Franco Monaco rilasciano affettuose interviste per i tifosi di Consorte, su Repubblica si moltiplicano gli avvertimenti ai cattolici non satelliti del partito della causa morale&giusta. Avvertimenti che però hanno un’affettazione così marchiana, che perfino Repubblica è costretta a pubblicare la lamentela di lettori che, come ha scritto il signor Sergio Benetti a Corrado Augias l’8 gennaio scorso, notano nel quotidiano «un’avversità a volte palese a volte subdola nei confronti del cattolicesimo».
Augias nel caso sorvola, ma lo stesso giorno Scalfari rincara la dose. «Ce ne sono pochi di cattolici veri» e pure quelli veri «non sempre sono veri cristiani che rinunciano al potere per testimoniare la loro fede». La solfa naturalmente è sempre quella: i cattolici buoni sono solo quelli morti (meglio se per harakiri), che lasciano gli affari della polis agli integralisti del potere. D’altra parte lo dice anche il parlamentare della Margherita Pierluigi Mantini. Anche lui in vena di avvertimenti. «Non la santa alleanza politico-affaristica» tra cooperative rosse e Compagnia della Opere. Mantini, il margherito che ha capito tutto di Rutelli al Meeting di Rimini.

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