Le donne (se belle) al volante

Di Yellow
01 Febbraio 2001
Nel mondo dell’auto la pubblicità segue più i desideri dell’azienda che la realtà

Nel mondo dell’auto la pubblicità segue più i desideri dell’azienda che la realtà. L’Alfa Romeo ha associato due modelli (la 156 Sportwagon e la 147) a personaggi e situazioni inconsuete. La 156 è una familiare scelta da giovani rampanti che la vogliono con ruote in lega, colori metallizzati e interni in pelle. Ma nella pubblicità la vediamo in mano alla Zeta-Jones che non indossa gioielli (lo è già lei) ma li guida e si beffa di un nugolo d’autisti in livrea. Per contro la 147, una compatta tre porte, sembra disegnata per il gentil sesso, ma attraversa un tornado nelle mani di un nerboruto giovane. Una contraddizione? No, ma l’applicazione della massima per cui “l’erba del vicino (anche di sesso) è sempre più verde” e se le donne bevono il nostro whiskey, fumano i nostri sigari e indossano i nostri IWC, vuoi che non guidino la nostra macchina?

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