Le furbate di Naomi Klein? 125 milioni
«Vorrei essere creduto: mai avuto negri», dice Enzo Biagi alla Stampa. Poi dice ancora: «Cercherei di pubblicare tutti i giorni una piccola verità in più». Tutti i giorni? E senza negri? *** «Uno dei due (tribunale o pubblico ministero) cioè, ha fatto un errore così grande (da una parte una punizione per tutti, dall’altra un’assoluzione per tutti) da non poter essere un errore innocente. Vogliamo saperlo da chi dei due si è infranta la regola dell’obbiettività di giudizio», scrive Guglielmo Simoneschi su Liberazione. Si tratta del processo per il Petrolchimico di Marghera. Essendoci di mezzo Felice Casson, noi personalmente non abbiamo dubbi. Però l’idea di un bel controllo sugli atti della magistratura, non è da buttare via. *** «Non mi sento inferiore ai miei colleghi francesi, inglesi, tedeschi che si muovono, responsabili e liberi, attraverso tutti i passaggi e tutte le situazioni della vita politica del loro paese comprese quelle più difficili e controverse», scrive Furio Colombo sull’Unità. E i suoi colleghi, tra l’altro, hanno anche acconciature assai meno curate delle sue. *** «Noi siamo abituati a considerare Berlusconi un affarista di pochi scrupoli e basta. Ma è un napoleonide, una personalità tronfia che da tempo non si accontenta di un impero televisivo e finanziario», scrive Luigi Pintor sul Manifesto. Siamo abituati da tempo a considerare Pintor un depresso, che odia il mondo e crede di essere un grande scrittore. Non ci sbagliamo. Ed è ancora più depressso perché voleva portare fino in fondo la sua svolta pro Bin Laden, ma la Rossana Rossanda non vuole il chador (neanche di cachemire) e Valentino Parlato non rinuncerebbe per niente al mondo ai suoi Martini. Tenete duro. *** «Come chiamare qualcuno che crede nella salvezza attraverso una serie di norme rigide per le quali è pronto a rischiare la propria vita? Un fanatico religioso? Un santo guerriero? Perché non un negoziatore per il suo commercio americano?», scrive Naomi Klein su Liberazione. Dopo la tragedia dell’11 settembre, la Klein aveva avuto una piccola crisi, e si era chiesta se fosse il caso di continuare a sparare cazzate. Ha risolto il dilemma. *** «Il problema fondamentale non è certo di incorporare figure note, in larga parte rispettabili, del socialismo italiano», dice Giovanni Berlinguer al Corriere della Sera. In quel «in larga parte rispettabili» c’è tutto il carattere meschino che il berlinguerismo ha imposto al dibattito politico italiano, cominciando con il Berlinguer maggiore. *** «Il carbonchio esiste da sempre. L’allarme lanciato ora è assolutamente ingiustificato perché statisticamente irrilevante», dice Riccardo Iacoponi (biologo) a Liberazione. Chissà come si consola uno che muore di un attentato statisticamente irrilevante. *** «Ma certo lui non concepisce che ci si possa interessare ad un problema senza fini di lucro», scrive Vittorio Gregotti sull’Unità rivolgendosi a Vittorio Sgarbi. E il critico-sottosegretario dovrebbe affidarsi a Gregotti per lezioni sul disinteresse alle parcelle?
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