Le proposte di Disal

Di Persico Roberto
20 Luglio 2006

Le prove d’esame
La Prima prova di italiano (con le stesse tipologie attualmente in vigore) dovrebbe essere definita per due grandi aree di indirizzo (licei; tecnici-professionali), che tengano conto dei percorsi specifici. Solo la diversità può rendere giustizia dell’importanza e pari dignità dei percorsi.
La Seconda prova potrebbe restare come l’attuale, su una disciplina di indirizzo.
La Terza prova, di stretta verifica delle conoscenze, potrebbe essere preparata a livello nazionale dall’Invalsi e comunicata, come le altre, al momento dell’esame; comunque potrebbe altrettanto essere lasciata all’autonomia della commissione (la prima soluzione la potrebbe collegare all’avvio di un sistema nazionale di valutazione che ancora sogniamo). Potrebbe riguardare quattro discipline, scelte a livello nazionale e anche variabili di anno in anno, come era fino al 1998.
Infine il Colloquio non dovrebbe ripetere le interrogazioni fatte durante l’anno, ma incentivare e valorizzare le capacità complessive maturate dallo studente. Dovrebbe vertere quindi solo sull’argomento scelto dal candidato. Niente materie dunque (già oggetto degli scritti e delle valutazioni di tutto l’anno), ma la verifica di un lavoro di ricerca e/o di un’esperienza di laboratorio, e/o di un prodotto professionale (a seconda del tipo di scuola), a cui lo studente ha lavorato tutto l’anno con la guida di un docente. In questo modo si inizierebbe finalmente a suscitare nella scuola dell’ultimo anno un’attitudine allo studio come ricerca e un approccio della realtà come unitarietà.
La commissione
Tornare alla commissione mista (50 per cento interna e 50 per cento esterna), con un presidente ogni tre classi e con 4 commissari per classe, una per ciascuna delle discipline scelte dall’Invalsi.
L’ammissione
Reintrodurre la possibilità di ammettere o non ammettere gli alunni di quinta all’esame.
Il punteggio
Aumentare l’importanza del lavoro scolastico del triennio e soprattutto dell’ultimo anno. Si potrebbero assegnare 40 punti per il credito del triennio (10, 10, 20). Il punteggio superiore del quinto anno serve a motivare l’impegno degli studenti in tutte le discipline durante tutto l’anno. 60 punti resterebbero alle prove d’esame (15 per ognuna).

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