Le strade di Salvatore Giuliano

Di Morosini Nestore
15 Febbraio 2007
Con La Mazda 6 SW un viaggio tra le colline storiche della Sicilia occidentale

Un bel viaggio, diverso da quelli che si possono fare con un’automobile, per andare a scoprire una storia di tanti, tantissimi anni fa. Andare fino a Montelepre percorendo la Salerno-Reggio Calabria è praticamente un suicidio, anche se si è alla guida di una station wagon comoda, silenziosa e veloce come la Mazda benzina 2.3 sedici valvole. E allora scatta l’idea: mettiamo la vettura sul treno, dormiamo in vagone letto e la mattina dopo sbarchiamo a Villa San Giovanni pronti a traghettare per la Sicilia. Il treno che fa per noi parte da Bologna. I duecento chilometri in autostrada la Mazda 6 se li beve: sedili confortevoli, motore che non fa una vibrazione, non si avvertono cigolii né rumori strani. Insomma, una vettura perfetta. Si carica a Bologna (la condizione è che la macchina non sia più alta di 1 metro e 58 centimetri), si entra in scompartimento dove i letti sono già preparati e si mangia al sacco. Poi, sette belle ore di sonno, la sveglia arriva quando manca un’ora all’arrivo.
Traghettiamo, siamo in Sicilia, traversiamo Messina e imbocchiamo la nuovissima autostrada per Palermo. Asfalto idroassorbente, le curve veloci sono un divertimento perché la tenuta di strada è eccellente. La Messina-Palermo sale e scende, il ritmo della nostra auto resta però costante, basta aumentare di poco la pressione sull’acceleratore. Per arrivare a Palermo bastano due ore e mezzo, panino e carburante compresi. Giusto alla fine dell’autostrada (che ha tratti a pagamento e tratti gratuiti) si imbocca la statale 113 che comincia a salire con tornanti piuttosto stretti in cui, tuttavia, basta tenere la seconda marcia per non avere problemi.

MONTELEPRE. Una visitina al Duomo di Monreale e poi si punta verso Montelepre, la patria del bandito Salvatore Giuliano, che da queste parti in molti giudicano ancora una sorta di Robin Hood siciliano. Per arrivare a Montelepre occorre viaggiare anche su strada stretta, facendo attenzione ai pullman che, numerosi, trasportano la gente da una cittadina all’altra. L’anima sportiva della Mazda 6 si vede anche nei dettagli: eccellente telaio, sempre ben bilanciato, senza reazioni pericolose anche se si disinseriscono tutti i controlli elettronici e si guida nel misto stretto come in una prova speciale di un rally. Decisamente sicuro e divertente. Ciò perché il gruppo telaio-sospensioni garantisce un ottimo comportamento stradale. La regolazione del sedile di guida si spinge ben in basso e il volante segue i movimenti del sedile rendendo possibile impostare una posizione di guida adatta agli sportivi oppure una più panoramica per chi deve guardare anche la punta del paraurti quando guida.
È facile sistemare la Mazda 6 per la foto ricordo sotto il cartello Montelepre. Un cittadino ci suggerisce di andare a vedere la casa natale di Giuliano. È piccola ed è nella strada principale della parte vecchia del paese, vicino a un panettiere. C’è la lapide, che ricorda Giuliano e c’è il panettiere che sforna prodotti eccellenti da imbottire con olio di oliva extravergine, il dentro del pomodoro, cioè sugo e semi, formaggio pecorino e un po’ di origano. Pane cunzato, lo chiamano: la gola gradisce.

MESSINA. Particolare attenzione è stata dedicata alla semplicità di utilizzo di tutti gli accessori di cui è piena la Mazda 6. Uno su tutti il sistema di ribaltamento dei sedili posteriori. Questi, grazie a speciali maniglie collocate nella parte alta del baule, vengono automaticamente sganciati ed abbassati dal sistema Karakuri per formare il piano di carico. La plancia sfrutta linee moderne e plastiche bene accoppiate che formano un insieme piacevole: la qualità generale è ottima e tutti gli strumenti trovano una corretta distribuzione.
Si dorme ad Alcamo, città del vino bianco, per tornare poi il giorno dopo sui nostri passi, fino a Messina. Traghetto, Mazda 6 sul treno e via verso Milano. Ma il baule della nostra wagon, stavolta, è pieno. Di prelibatezze siciliane.

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