LE VIRTU’ DEI VIZI

Di Justin Mc Leod
16 Settembre 2004
Com’era prevedibile, le e-mail di protesta non si sono fatte attendere.

Com’era prevedibile, le e-mail di protesta non si sono fatte attendere. Gridano che anche gli occidentali non si sono certo fatti pregare per massacrare la gente, e le Crociate, l’Inquisizione, e gli indiani d’America… Si potrebbe rimandare a qualche testo che rimette i puntini sulle “i” (Il vangelo nelle Americhe di Jean Dumont, o L’inquisizione di Rino Cammilleri, o La storia delle crociate di René Grousset). Ma più interessante è ascoltare Chesterton: «Ci vengono continuamente a dire che i teologi usavano le ruote di tortura o le viti per schiacciare i pollici. E in effetti è vero. I teologi usavano questi strumenti perché lo facevano tutti, senza eccezioni. La cristianità non ha creato le torture medievali così come non ha creato le torture cinesi; le ha piuttosto ereditate da un impero tanto pagano quanto quello cinese. Lo Stato, in tutti i paesi e in tutte le età, ha creato un macchinario di punizioni sanguinoso e brutale. La Chiesa è l’unica istituzione che ha sempre tentato di creare un macchinario di perdono. Il bastone e la ruota di tortura rappresentavano le debolezze della religione, il suo modo di arrendersi al mondo. Il tratto distintivo o, se preferite, la stranezza della Chiesa era questa sua impietosa pietà: era come un inesorabile segugio che insegue la preda per salvarla, non per ucciderla». O se preferite il laico Bernard Lewis: «Nella decisione di conquistare, soggiogare e saccheggiare altri popoli, gli europei non facevano altro che conformarsi alla pratica comune a tutta l’umanità. Non è tanto interessante capire perché ci provarono, ma perché ci riuscirono e perché, essendoci riusciti, si pentirono del loro successo come di un peccato. Il successo fu l’unico dell’era moderna; il pentimento lo fu addirittura di tutta la storia. Imperialismo e sessismo sono parole di conio occidentale, non perché l’Occidente abbia inventato quelle piaghe, ma perché le ha riconosciute, ha dato loro un nome e le ha condannate come mali. Se la cultura occidentale dovesse davvero finire, imperialismo, razzismo e sessismo non finirebbero con lei. A morire sarebbero più probabilmente la libertà di denunciarli e gli sforzi per mettere loro fine».

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