L’EBREO CHE DIFENDE L’AUTENTICITA’ DELLA SINDONE
È la prova vivente che il gruppo di studiosi che da anni contesta l’accuratezza dei risultati degli esami condotti sulla Sindone nel 1988 e chiede alle autorità ecclesiastiche torinesi di poterla riesaminare non è un’accolita di integralisti religiosi mossi da intenti apologetici: Barry Schwortz, uno dei firmatari dell’appello indirizzato al cardinale Severino Poletto di Torino il 18 marzo scorso per la riapertura del caso Sindone, è un ebreo ortodosso. Schwortz è stato il fotografo ufficiale dello Sturp (Shroud of Turin Research Project), il primo team scientifico autorizzato nel 1978 ad effettuare una ricognizione della Sindone. Il chimico responsabile del gruppo, Raymond Rogers, è morto l’8 marzo scorso all’indomani della pubblicazione di un suo articolo sulla rivista scientifica Thermochimica Acta nel quale contestava la datazione medievale della Sindone dichiarata da quegli scienziati a cui nel 1988 l’allora cardinale Ballestrero affidò lo studio del sudario. La sua firma appare fra quelle del nuovo appello al cardinal Poletto.
Schwortz ha pure creato un sito Internet dedicato agli studi sulla Sindone (www.shroud.com), nel quale scrive: «Onestamente, resto un ebreo praticante, ma credo che la Sindone di Torino sia il lenzuolo che avvolse l’uomo Gesù dopo che fu crocifisso. La mia non è una affermazione religiosa, ma una dichiarazione basata sul mio rapporto diretto con molti dei più seri studiosi della Sindone e su un’approfondita conoscenza dei dati scientifici».
Intervistato dalla Upi circa la sua singolare posizione di ebreo che difende l’autenticità di quella che potrebbe essere la più importante reliquia cristiana, Schwortz ha risposto che ciò è «la prova del senso dell’umorismo di Dio», e ha aggiunto: «Ma non sono condizionato da alcun pregiudizio. Semplicemente, sono obbligato alla verità. Del resto, Dio sceglie sempre un ebreo come messaggero».
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