L’eccitante ‘riforma morale’

Di Tempi
29 Giugno 2006
Non godete se i pm non vanno per il sottile. Può toccare anche voi

Sappiamo dei gusti, usi e costumi sessuali di alcuni uomini politici. Sappiamo che un vescovo non sarebbe mai finito in un’intercettazione se invece di sostenere un candidato della Casa delle libertà avesse tifato per uno di Rifondazione comunista. Sappiamo che non basta rispettare la legge sul finanziamento dei partiti, ma che si possono finanziare solo certi partiti se non si vuole finire imputati di corruzione. Sappiamo che qualunque cittadino abbia in uso un cellulare può finire al tritacarne del circuito mediatico-giudiziario.
Il garante per la protezione dei dati personali ha un bel da richiamare nelle sue riunioni (l’ultima è del 21 giugno) la vigente disciplina «che contempera i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all’informazione e con la libertà di stampa». Abbiamo letto di tutto e di più nelle intercettazioni che procurano la pubblica gogna e legittimano i processi sommari. Ma niente di ciò che abbiamo letto e visto mettere a profitto commerciale (come insegna L’espresso), sembra rispettare le «espresse e puntuali garanzie» richieste dalla legge. La quale «prescrive che si evitino riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti; esige il pieno rispetto della dignità della persona; tutela la sfera sessuale delle persone. eccetera». Eccetera. Al che, dicevano i regimi fascio-comunisti di ieri e dicono oggi i fautori della giustizia sostanziale, “chissenefrega”.
Appunto. Che bisogno c’è di rispettare forme e garanzie davanti a intercettazioni telefoniche che inchiodano gli indagati? Già, a che serve scegliersi un avvocato, andare a dibattimento, fare processi, quando la pubblica opinione è messa nella condizione di giudicare un’inchiesta alla luce di un unico riflettore (quello dell’accusa)? E come distinguere comportamenti forse riprovevoli sul piano etico ma non penalmente rilevanti dai reati puniti dal codice penale? Siamo alla pretesa “riforma morale” per via giudiziaria. Che prepotenza! Che manomissione della giustizia!

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