L’economia si può fare bene anche a tavolino
Francamente è difficile raccapezzarsi. Un paio di mesi fa sembrava che non ci fosse più latte per i bambini nell’ultima settimana del mese; adesso miracolosamente spuntano come funghi i segnali di ripresa e le grandi possibilità che fremono dalla voglia di esprimersi in tutte le loro potenzialità. Basta guardare i dati Istat di maggio, che parlano di ordini in crescita del 10 per cento rispetto a marzo 2005 e della più alta crescita tendenziale del fatturato dal gennaio 2001. D’altronde sono segnali che confermano quanto già detto da voci autorevoli e disinteressate della nostra economia, da Alberto Quadrio Curzio, preside della facoltà di Scienze politiche alla Cattolica di Milano, che nelle settimane scorse ha parlato di un «paese che si sta comportando meglio di quanto prevedevano o prevedono molti commentatori, italiani ed esteri», a Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica, secondo cui «la ripresa c’è, legata soprattutto a determinati settori, in particolare a quelli dell’innovazione e della tecnologia».
D’accordo. Ma come fare a sostenere queste spie di crescita? Servono realtà di aiuto, di sostegno concreto alle imprese. Alle piccole imprese, soprattutto, cioè a quelle che da sole potrebbero non farcela e che, senza un sostegno a muoversi nella giusta direzione, guardano a concetti come innovazione e internazionalizzazione nello stesso modo in cui si guarderebbe un miraggio. Ebbene, realtà come queste ci sono. Il prossimo novembre, per esempio, si svolgerà la seconda edizione di un evento pensato proprio per questo motivo, per aiutare le piccole e medie imprese a fare rete, a costituirsi in forme nuove di distretti per affrontare insieme queste sfide. Si tratta del Matching, la ‘piazza’ inventata dalla Compagnia delle Opere per dare la possibilità alle aziende che vi partecipano di individuare punti di contatti e opportunità di business comuni. Non è una fiera: sono tre giorni con una fitta agenda di appuntamenti preparati per tempo, così da arrivare sul posto sapendo già quali possibili fornitori incontrare, quali nuove strade di business tentare. Presenti l’anno scorso più di 500 imprenditori, quest’anno saranno probabilmente un migliaio; ci saranno poi le istituzioni, le grandi imprese, le aziende estere. Insomma, tutto quello che serve per creare le occasioni di migliorare il proprio lavoro, di innovare, di internazionalizzare.
Non difendersi ma con-correre
Fare rete è esattamente il segreto per inseguire la crescita e creare vero sviluppo: riprendere il modello di concorrenza che è alla base del successo dei nostri distretti industriali, all’interno dei quali l’altro non è visto come un nemico da cui difendersi, ma un soggetto con il quale con-correre. Matching è un esempio di tutto questo: un esempio ancora piccolo, certo, ma un luogo dove l’economia è viva, reale, fatta da gente che si mette insieme per costruire, senza dare ascolto alle cassandre del declinismo imperante. È in questi luoghi che bisogna andare per capire come va e come può andare l’economia del nostro paese.
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