Lega contro Lega a Varese. Perde la devolution?
Dopo il miracolo della scissione dell’atomo compiuto da Rifondazione comunista, capace di partorire il rapace topolino dei Comunisti italiani, ecco un altro caso di suicidio politico in grande stile. A Varese, infatti, la disputa interna alla Lega Nord rischia di regalare il capoluogo insubre alla sinistra, ipotesi fino ad oggi credibile quanto l’assegnazione del seggio del Mugello ad Alessandra Mussolini.
Il perché è presto detto. Il Fip, Fronte indipendentista padano guidato dall’ex direttore di Telepadania Max Ferrari, ha detto a chiare lettere che non voterà il candidato sindaco del centrodestra, il leghista Attilio Fontana, e nemmeno la Lega Nord. Poca roba, direte voi, visto che i duri e puri che sognano ancora una deriva basca per la causa padana sono poche centinaia di persone (non che i regolari del Carroccio siano molti di più, ora come ora). Il problema è che il loro malcontento è lo stesso dei molti varesini che si sono sentiti traditi dal Carroccio troppo appiattito su Forza Italia e soprattutto dalla cattiva amministrazione che imputano alla giunta uscente, anch’essa a guida leghista, rea di «aver ampliato la distanza tra Varese e la Svizzera, lontane pochi chilometri a livello geografico ma anni luce sul piano politico, sociale e urbanistico». Accuse chiare che vanno oltre le dispute da cortile tra secessionisti e cadregari e vanno al cuore del problema: la difficoltà, oggettiva, di governare le realtà locali con il Carroccio. Che l’approccio del partito di Bossi sia sempre meno ideale e sempre più pratico è noto da tempo (Milano ne è un esempio chiaro) ma ora l’affaire Varese si pone come chiaro esempio di rampantismo leghista nei confronti degli altri partiti del centrodestra, sempre più stanchi di certe sparate da parte di una compagine che non arriva al 4 per cento. Non è un caso che Pierferdinando Casini abbia scelto proprio Varese per lanciare il suo anatema contro la seconda parte della riforma costituzionale preannunciando una possibile scelta di “libertà di coscienza” al referendum sulla devolution. Vuoi vedere che tra indipendentisti e governativi, saranno gli alleati a godere, con un possibile pensierino all’estremo sacrificio pur di ridimensionare una volta per tutte il Carroccio nella sua culla?
Certamente a rimetterci sarebbero Varese e i varesini, già provati da cinque anni di governo non esattamente in linea con le aspettative e ora minacciati dal rischio di un’amministrazione rossa: miracoli della politica italiana, miracoli del centrodestra. Tafazzi docet.
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