The legend of Zorro

Di Simone Fortunato
10 Novembre 2005
Nuove avventure per il Robin Hood di fine Ottocento.

Dovrebbero chiamarlo Zarro il nuovo personaggio incarnato da Antonio Banderas. Quarantacinque anni, due borse sotto gli occhi, una quantità di peli in bella vista sul sudato petto. Il Zarro bollito trotterella per un paio d’ore piroettando e tirando di scherma con l’ausilio del computer e di qualche anonimo stuntman. C’è poco da dire su questo sequel di un film mediocre di sette anni fa. Un inizio discreto che sa tanto di attualità (con il referendum della California per aderire agli Stati Uniti minacciato da un terrorista che si dice mandato da Dio), una storia inesistente fatta di acrobazie digitali, musiche logoranti e una bellezza artificiale (la Zeta-Jones che pare un manichino).
di M. Campbell, con A. Banderas, C. Zeta-Jones

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