Leggere i Salmi per “toccare” Dio. Parola di Bono

Di Frangi & Stolfi
27 Ottobre 2000
Ci sono molti motivi per amare Paul Hewson, in arte Bono.

Ci sono molti motivi per amare Paul Hewson, in arte Bono. Il primo è, ovviamente, per avere scritto alcune delle più belle canzoni di questi anni (una su tutte With or whithout you). Il secondo per la sua simpatia umana e per la capacità di restare impermeabile o addirittura indifferente alle manie dello starsystem. Il terzo per il nome che ha dato il suo gruppo: U2 è una linea della metropolitana berlinese, capolinea Pankow, che transitava alla cieca sotto la città dell’Est. Chi ama Berlino sa che nell’Underbahn 2 c’è tutta l’anima della città. Il quarto motivo per amare Bono è la sacrosanta campagna in cui si è buttato anima e corpo per abolire l’indebitamento dei paesi più poveri (Jubilee2000). Infine c’è un quinto motivo, sorprendente: Bono ha scritto la prefazione a una nuova traduzione dei Salmi, pubblicati in Italia or ora da Einaudi (un’iniziativa editoriale interessante: la Bibbia divisa in volumetti, introdotti da personaggi inaspettati, il che toglie ogni odor di sacrestia). Ebbene Bono nella stupenda introduzione in cui spiega di amare il re David come precursore dei grandi rockettari (scrisse – e cantò – i salmi; ballò nudo davanti alle sue truppe), scrive una cosa che non può non colpire: questa lettura “mi ha introdotto a Dio, non alla fede in Dio, ma a un senso tangibile di Dio”. Toccare Dio: più cattolico di così…

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