Leggete, leggete
E spegnete quella deficiente della tivù. Ma c’è libro e libro. Ecco un suggerimento, ottimo per Natale, impegnativo come prezzo (£ 94.000), come mole (1016 pp.), ma non come facilità e freschezza di lettura: un vero dono. Hans Christian Andersen, Fiabe e storie, Donzelli. Prima edizione in italiano di tutte le fiabe «del più grande scrittore danese in assoluto». Ci sono le più note come L’acciarino, Il compagno di viaggio, La sirenetta, I vestiti nuovi dell’imperatore, Pollicina, L’usignolo, Il brutto anatroccolo, La regina delle nevi: ironiche, tristi, gioiose, fantastiche, ricche d’immagine, di mistero, di humour. Ci sono poi, felice scoperta, fiabe su oggetti comuni come Il sale, Il lino, Il vecchio lampione, L’ago da rammendo, e qui Andersen coglie l’aspetto magico che ogni cosa porta in sé. Un po’ come quelle scarpe di vernice nera che aveva una bambina che conosco, la principessa rosa. Le metteva e riusciva a fare cose che fino a un attimo prima non avrebbe potuto: «Ma sono magiche!». Certo, tutte le scarpette di vernice nera sono magiche. Belle, bellissime storie, anche in poche righe, come Un’immagine dai bastioni della Cittadella. Fiabe e storie ricche di significato, di ricerca del bello, del vero, storie che leggiamo e ci stupiamo ancora, per questo diventa bello raccontarle ai nostri bambini. Vale certo per la fantasia di Andersen, e ne ha piena consapevolezza, ed emerge da tutte le sue storie, quello che Tolkien ha scritto nel saggio Sulle fiabe, contenuto nel volume Albero e foglia. «La fantasia creativa si fonda infatti sull’ardua missione che le cose nel mondo esistono quali appaiono sotto il sole; su un rionoscimento dei fatti …. creiamo alla nostra misura e nel nostro modo derivativo perché siamo stati creati: e non soltanto creati, ma fatti a immagine e somiglianza di un Creatore». Leggete, leggete.
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