L’egiziana coraggiosa che non vuole il Corano riscritto dagli uomini

Di Colombo Valentina
09 Novembre 2006

La storia di Nahed Selim, olandese di origine egiziana, è simile a quella di tante donne nate negli anni Cinquanta nel laico e occidentalizzato Egitto nasseriano. «Portavo una minigonna che mi arrivava sopra le ginocchia e ogni volta che mi sedevo si alzava scoprendo per metà le mie cosce», racconta la Selim nel suo saggio Le donne del Profeta. «Trent’anni fa la vita in Egitto per le donne era completamente diversa – così diversa che non ce lo si può neppure immaginare». Nel 1967, quando aveva quindici anni, il paese subì l’amara sconfitta inflitta da Israele durante la guerra dei Sei giorni. Le conseguenze furono disastrose. La gente comune trovò sempre più conforto nella religione, a lungo dimenticata, mentre le organizzazioni islamiche estremiste reclutavano sempre più adepti.
La vittima principale di questo fenomeno fu la donna. Nelle moschee si iniziò a predicarne la segregazione. «Da quel momento non ho più indossato una minigonna. Dappertutto hanno iniziato a comparire i veli che entrarono anche nella nostra famiglia così liberale». Nahed Selim non ci sta. Rilegge il testo coranico, ne approfondisce il significato. Un posto particolare è occupato dalle regole “islamiche” che concernono l’abbigliamento femminile. Il velo non è una prescrizione coranica: «Quello che traggo dai versetti non è il tentativo di coprire ogni millimetro di pelle e di capelli femminili, bensì un appello alla moderazione nell’uso di cosmetici e gioielli». In nessuna sura del Corano si trova che le donne devono indossare il velo. Tutte le regole che mirano alla sottomissione della donna sono state introdotte nei secoli dai teologi islamici. L’invito della Selim alle donne è quello di leggere e interpretare da sole il Corano e sottrarlo dalle mani degli uomini. Gli imam e i predicatori che strumentalizzano le donne perché non possano esercitare i diritti conferiti loro da Dio sono avvisati: sono donne come Nahed Selim che decideranno il loro destino combattendo con le loro stesse armi.
v.colombo@hotmail.it

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.