L’EMBRIOMACHIA DEI BIOFAUSTIANI
Ce lo aspettavamo che, pur di raggiungere il quorum, quelli del “sì” ci avrebbero invitato a votare “no” o a lasciare la scheda bianca. Siamo degli ingenui, i nostri avversari sono molto meno fair di così. G. Zagrebelsky su Repubblica del 27 maggio ha scritto che «la vera questione riguarda non la liceità giuridica, ma la moralità politica di una campagna referendaria che invita all’astensione». E non gli è parso fuori luogo «ricordare che John Locke negava ai cattolici romani il diritto alla tolleranza proprio per la loro non integrabilità in un comune vivere civile». S. Rodotà su Repubblica del giorno seguente s’è allarmato perché «ci troviamo in bilico tra Stato democratico e Stato etico, tra libertà e autoritarismo»» e che «la via corretta per la tutela giuridica dell’embrione non è quella dell’orgoglio ideologico ma quella delle sobrietà democratica». G. Sartori, sul Corriere della sera del 29 maggio, alle sue strampalate divagazioni devote su san Tommaso, ha aggiunto una spruzzata di teorie neomalthusiane per sconfiggere il «successo degli embrioni» ed evitare così il sovrappopolamento terrestre. Hanno tutti i grandi giornali, ma poi, come i dodici scienziati radicali, fanno lo sciopero della fame per protestare contro il silenzio dei media. Sono ridicoli. A noi rimangono solo la forza della ragione di Benedetto XVI, di Marcello Pera, del Foglio e dell’Avvenire. E la forza dei numeri. Come quelli della tabella pubblicata dal quotidiano dei vescovi in cui, mostrando le applicazioni terapeutiche delle cellule staminali adulte, si elencano 58 malattie. Per le patologie curabili con le embrionali l’elenco si ferma a 0. 58 a 0 è un risultato netto. Nemmeno un Liverpool di neofaustiani sarebbe in grado di ribaltarlo.
PS: Carlo Flamigni ha dichiarato a una giornalista di Jesus che basta congelare gli ovociti, non serve congelare gli embrioni, «ma adesso questo non possiamo dirlo». Perché la frase non compare nell’intervista?
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