L’energia in tasca

Di Manes Enzo
24 Maggio 2007
«La migliore fonte rinnovabile è l'uso efficiente delle risorse che abbiamo». Paolo Scaroni spiega perché il consumo intelligente fa bene al pianeta e benissimo al portafoglio

«L’idea mi è venuta perché si parla molto di fonti rinnovabili in un mondo in cui, spesso, l’efficienza energetica non esiste. Ma la migliore fonte rinnovabile a nostra disposizione è proprio l’uso efficiente dell’energia». Ed è partendo di lì che Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, è arrivato dritto dritto al dunque. A muoversi nel campo delle soluzioni possibili. A suggerire percorsi insieme praticabili e virtuosi. A proporre al cittadino-persona una serie di comportamenti allo scopo di sottolineare l’importanza del consumo intelligente. Che, terra terra, significa pure risparmiare parecchi euro, diciamo circa 1.600, se tutto viene fatto per bene. E, così facendo, contribuire a ridurre fino al 30 per cento la spesa energetica di una famiglia.
Diciamo subito che tradizionalmente l’Italia non è certo un paese che si emozioni per proclami, demagogie, decaloghi più o meno attraenti. Teme, non di rado, che dietro le belle parole ci sia la fregatura. La rinuncia dolorosa a comodità acquisite. Soprassediamo se talvolta per comodità intende pure l’antico adagio che più sapone viene usato più pulita viene la camicia… La nuova iniziativa del cane a sei zampe punta invece ad ottenere il possibile con gesti semplici. Alla portata di tutti e di ciascuno. Scaroni infatti rassicura: «Questi 24 comportamenti possono essere adottati dalle famiglie senza stravolgere le loro abitudini di vita perché sono basati sulla semplicità e il buon senso».
Consigli per un risparmio energetico a misura d’uomo. Realistico. Efficiente. Senza la preoccupazione di voler sventolare alcun vessillo. Qui insomma non è il caso di essere equi e solidali, alla moda, cioè dalla parte che strappa facile l’applauso. E che piace da impazzire al ministro Pecoraro Scanio. Si tratta piuttosto di fare opera di sensibilizzazione, di far passare un programma attento al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Grazie ad una poderosa campagna di comunicazione del valore di circa 40 milioni di euro. Ecco, formazione e informazione. Termini che danno buoni frutti se spesi per una causa sacrosanta. «La vera innovazione – chiarisce il numero uno di Eni – è che siamo riusciti a tradurre ciascuno di questi comportamenti in euro, spiegando dettagliatamente quanto sia possibile risparmiare applicando i vari consigli di risparmio energetico».
I settori per i quali vengono indicati i comportamenti sono quelli che coinvolgono le azioni pratiche quotidiane, come i trasporti, il riscaldamento, l’illuminazione domestica e gli elettrodomestici. E riguardano il modo in cui una famiglia di 4 persone, quella che si definisce una famiglia “tipo”, consuma energia in tutte le sue attività: quando cioè riscalda la casa, illumina le stanze, guarda la televisione o si muove con la vettura. Dei 24 comportamenti individuati, ben 14 sono a costo zero, il che significa nessun centesimo fuori dal portamonete. «Quei 14 a costo zero permettono di arrivare a un risparmio di 720 euro», precisa Scaroni; mentre altri 10 sono a un costo da non togliere il sonno la notte e comportano un investimento che si ripaga in tempi brevi e che, non di rado, può beneficiare di sussidi e incentivi «con un risparmio complessivo di 860 euro». Tali comportamenti producono un risparmio fino al 30 per cento dei consumi di energia di una famiglia. Traducendo: consumare meglio guadagnandoci tutti. E che questa mossa “risparmiosa” verso il pubblico venga da un big assoluto dell’energia, fa indubbiamente notizia. E fa bene all’ambiente. Si apprende inoltre che la riduzione del 30 per cento di consumi delle famiglie consente di evitare ogni anno l’emissione di oltre 50 milioni di tonnellate di anidride carbonica, ovvero oltre la metà del deficit dell’Italia rispetto al target fissato dal protocollo di Kyoto. Un po’ di buona volontà da parte di tutti non pare proprio essere un ostacolo insormontabile.

Una quattordicesima fai-da-te
Prendiamo gli elettrodomestici. È forse indispensabile che stiano sempre nella funzione di stand by? Certo che no. Infatti se dopo l’utilizzo vengono spenti si arriva a tagliare i costi della spesa energetica di 50 euro l’anno. E ancora: perché non pretendere dal rivenditore al momento dell’acquisto un apparecchio della cosiddetta classe A+, quella che dice con franchezza che l’elettrodomestico sposa in pieno la filosofia e lo stile di vita del consumo intelligente? E poi la scoperta delle lampade a consumo contenuto, delle caldaie finalmente irreprensibili e ligie al risparmio e dei lubrificanti cosiddetti “fuel economy”, che consentono al motore dell’auto di consumare meno. E avanti di questo passo. Secondo appunto quei 24 comportamenti che, se messi in pratica con giudizio, fanno risparmiare fino a 1.600 euro in un anno, «in pratica una quattordicesima fai-da-te», dice l’amministratore delegato di Eni. Detta così fa sicuramente una certa scena. E promette bene.
Vale la pena dare credito. Anche alla luce di altro. Il colosso italiano, come noto di questi tempi particolarmente agguerrito su più fronti, è impegnato in progetti scientifici che puntano sulla ricerca nelle energie rinnovabili dove intende investire nei prossimi 4 anni 350 milioni di euro. Specie su un paio di grandi aree: i biocarburanti e il solare. Nel primo caso, in paesi africani nei quali può vantare una presenza consolidata, Eni annuncia l’avvio nei suoi bacini petroliferi di una produzione da colture tradizionali ad alta resa e con un’ottima eco-compatibilità. Esse ben si sposano con le esigenze di quei paesi di sviluppare settori diversi dal petrolio, offrendo in questo modo alternative economiche alla popolazione.

Innovazione prima di tutto
Sul piano della ricerca tecnologica a maggior profilo innovativo, Eni punta sulla selezione di piante a crescita rapida ad esclusivo impiego energetico e sullo sviluppo di tecnologie basate su microrganismi quali fitoplancton, microalghe e batteri per la produzione di una nuova generazione di carburanti di origine biologica ad elevato rendimento e di buona compatibilità ambientale.
A proposito del solare, la fonte rinnovabile più abbondante sulla Terra, Eni sta muovendo i propri passi. Ragionando in modo particolare sullo sviluppo di materiali organici e nanotecnologie in grado di superare le tecnologie fotovoltaiche utilizzate fino ad oggi; come il silicio, assai costoso e per di più con livelli di efficienza proprio modesti. Particolare attenzione è riservata alla realizzazione di celle solari nanostrutturate a basso costo che utilizzano pellicole plastiche costituite da polimeri conduttivi. Con tale tecnologia si possono realizzare celle solari con costi fino a dieci volte più bassi rispetto a quelle tradizionali.
L’obiettivo è ambizioso. Riuscire a convertire in elettricità, ad un costo molto conveniente, anche una bassa percentuale di energia prodotta dal sole, così da riuscire a soddisfare, per quanto possibile, la crescente richiesta globale di energia. In prospettiva la sfida è oltremodo affascinante.
Pensando al futuro, Paolo Scaroni vede nel solare «la vera e sola alternativa per sostituire l’energia tradizionale, l’unica risposta concreta anche se i tempi per arrivare a quel momento non sono brevissimi». Comunque, al di là dei tempi, è importante dare il buon esempio. Energicamente, of course.

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