Leopardi quotidiani

Di Esposito Francesco
22 Agosto 2002
Abbiamo preso un’operetta morale, quella in forma di “Dialogo tra un venditore d’almanacchi e un passeggere”, e abbiamo girato le domande leopardiane ad alcuni protagonisti dell’attuale mondo dell’informazione…

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Ma, se l’abito e il gentil aspetto non m’ingannano, voi siete l’arbiter elegantiarum Giampiero Mughini…
giampiero mughini
Venditore. Voi non avete torto, illustrissimo.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Eh, tanti. Ma non troppi. Continueremo a venderli, come tutti.
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Sarà come tutti gli altri anni: nero e bianco, felice e infelice.
Passeggere. E non vi piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi anni?
Venditore. Ebbene, anche fra questi ultimi anni ve ne sono stati di migliori e di peggiori… certo dopo l’anno in cui le due Torri di New York sono cadute, spero non accada più nulla di paragonabile.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare che vi paresse felice?
Venditore. Davvero ci sono stati anni assai speciali. Tuttavia non so se la felicità sia il criterio giusto. Il ’68 è stato un anno speciale, che non vuol dire migliore, ma certamente molto speciale. L’anno in cui sono venuto a Roma a cercare un destino professionale, il 1970, è stato un anno speciale. Quest’anno 2002, in cui dopo 31 anni ho cambiato casa e sono entrato in una casa nuova che ho acquistato, è un anno speciale…
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Non c’è alcun dubbio. Purtroppo dura poco.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere anche tutto il tempo passato cominciando da che nasceste?
Venditore. No! Non si può rifare lo stesso gioco, no. Bisognerebbe cambiar gioco. Se dovessi rinascere, mi piacerebbe rinascere top-model…
Passeggere. Oh che vita vorreste voi, dunque?
Venditore. Quella che ho vissuto.
Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più dandy che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi…

Pierluigi Battista
Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Cosa strana a dirsi, voi somigliate al pensoso maestro d’opinione Pierluigi Battista, che con tanto ingegno contestò le magnifiche sorti e progressive…
Venditore. Illustrissimo, io sono colui che avete detto!
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Divenni venditore professionista di almanacchi in un anno aureo, quando cadde il muro della prigione di Berlino, nel 1989. Dicono che quella prigione sia chiusa per sempre, ma almeno un miliardo d’incolpevoli asiatici ancora ci vivono dentro…
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Direi di no. Vedete, la felicità non è di questa terra.
Passeggere. E non vi piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi anni?
Venditore. No, perché ricalcare il passato non mette l’uomo al riparo dal commettere gli stessi errori e finisce per impigrire il cerebro.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare che vi paresse felice?
Venditore. Ahimé, l’ultimo decennio è stato quasi tutto infelice: ma ricordo un anno particolarmente infelice, il 1993, l’anno del terrore. Ogni due secoli c’è un anno del terrore…
Passeggere. Eppure la vita è una cosa bella, non è vero?
Venditore. È bella sì, ma non nel senso di Benigni.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere anche tutto il tempo passato cominciando da che nasceste?
Venditore. Sì, purché sia esattamente lo stesso.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi, dunque?
Venditore. Una vita che non rimpianga la vita che è passata.
Passeggere. Dunque mostratemi un almanacco di virtuosa speculazione.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi…

Mattia Feltri
Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Ohibò, chi vedo? Mattia Feltri, l’almanacchiere antifilosofo, colui che è capace di unire la virtù immaginativa alla sensitiva…
Venditore. Appunto.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Uh, una quantità. Pensate che allora, quando cominciai a vendere almanacchi, avevo ancora i capelli grigi e camminavo col bastone; ora mi vedete, sono diventato biondo e scattante. Saranno trascorsi cent’anni almeno.
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Ne avevo speranza. Ma, vedete, ho l’impressione non tanto che quest’anno non sarà felice, quanto che non sia nuovo. Secondo me ci hanno rifilato un anno vecchio. Ogni tanto succede. Questo è un anno riciclato, un anno già usato. Pensateci bene, e ve ne renderete conto. Che c’è di nuovo, in questo anno nuovo? Nulla, perché è un anno usato. Poi, se sia anche felice, mi chiedete troppo.
Passeggere. E non vi piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi anni?
Venditore. Vorrei che l’anno venturo somigliasse al successivo del prossimo, anno in cui ce la spassammo come non mai. Ma forse voi non potete ricordarlo…
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare che vi paresse felice?
Venditore. Ve l’ho detto, il susseguente del consecutivo posteriore. Ma non mi piace rispondere. L’uomo deve imparare a guardare indietro. Come si dice quando succede qualcosa di brutto? “Lo spettacolo deve andare indietro”.
Passeggere. Eppure la vita è una cosa bella, non è vero?
Venditore. Bellissima, bellissima ciao! Specie ora che noi uomini abbiamo imparato a darci spallate al pugnale. Ma voi capite quel che vi dico? Voi devete imparare a tenere il coltello dalla parte della lama, e allora vedrete quanto è bella la vita.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere anche tutto il tempo passato cominciando da che nasceste?
Venditore. Non so. Credo di no. Preferisco vivere tutto il tempo da che morii.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi, dunque?
Venditore. Oh bella, e che ne so? Non l’ho mica chiesto io di morire!
Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più oracolare che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi…

Alessandro Sallusti
Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Vi riconosco: siete il libero venditore d’almanacchi Alessandro Sallusti!
Venditore. In persona.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Diciamo che vendo almanacchi da vent’anni, come professione. Ma credo di averli venduti da sempre, certe volte anche taroccati, altre volte barando…
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Non saprei, del resto questa è una domanda che non mi pongo mai. Tuttavia il solo fatto di avere da vivere un anno nuovo mi rende felice.
Passeggere. E non vi piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi anni?
Venditore. No, sarebbe come vivere una storia già vissuta.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare che vi paresse felice?
Venditore. Forse c’è stato, ma non me lo ricordo, perché la felicità è una condizione del presente. Il ricordo e la speranza non sono legati alla felicità.
Passeggere. Eppure la vita è una cosa bella, non è vero?
Venditore. La vita è una cosa molto bella, soprattutto per chi, come me, è ignorante e non si pone il problema di viverla in modo diverso da come arriva.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere anche tutto il tempo passato cominciando da che nasceste?
Venditore. Assolutamente tutto, a parte, perdonatemi, questa conversazione…
Passeggere. Oh che vita vorreste voi, dunque?
Venditore. La mia.
Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più spregiudicato che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi…

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