L’era dell’antimoda
Per l’autunno/inverno 2004/05 tutto sarà di moda. Tornano gli anni ‘20, ma anche i ‘30, ‘50, ‘70 e ‘80. Chic o eccessivo, neo-punk, etnico o glamour. Tanta dissonanza d’idee fa dire al consumatore: «Basta così» e lo fa optare per ciò che ha più sostanza e meno apparenza. Lo shopping più nuovo è, infatti, quello che si fa in negozi senza vetrine, poco appariscenti, più simili ad appartamenti come Antonioli, a Milano, o Nomuri a Sanremo, oppure a scadenza, come i nuovi negozi della griffe francese Comme des Garçons che staranno aperti per un anno soltanto. L’astensione dal consumo tradizionale, tuttavia, non implica il non-consumo. Si esprime, piuttosto, nella ricerca di prodotti di qualità, fatti con materiali naturali, meglio se riciclati. Il nuovo consumatore ricerca qualità intangibili. Dopo molti anni, ritorna a spendere per informazione, libri e musica in maniera consistente. Anche il modo di divertirsi cambia. La vita notturna diventa silenziosa. Allo Yab di Firenze i party sono incontri sottovoce pensati per lasciare spazio ai rapporti tra persone riservate. A Buenos Aires, invece, le feste più giuste sono organizzate in case private con inviti limitati (max 200 persone) spesso organizzate per discutere un film o per mangiare i sandwich comprati al supermercato.
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