L’Esopo venuto da Tirana
La Gazzella e il Leone
Per la prima volta nella savana si era costituita una banca. La Gazzella aveva investito un soldo, anche il Leone aveva investito un soldo. La Gazzella correva ogni giorno e seguiva con molta attenzione l’andamento della Borsa, mentre il Leone non era dotato per simili operazioni. Un giorno il Leone e la Gazzella s’incontrarono e si misero a discutere di alta finanza. Tutto andava bene finché arrivarono al tasso. La Gazzella riteneva che era cambiato, il Leone ribadiva che era uguale all’anno precedente.
Sono molto informata, – insisteva la gazzella, – sono appena tornata dalla banca.
Tu mi hai scocciato, – disse il Leone arrabbiato, – io l’ho appena mangiato il Tasso. Testa dura come sei meriti la stessa fine anche tu.- E se la mangiò. Poi andò in banca a chiedere informazioni sul suo investimento e anche quello della Gazzella.
– Ma guarda, – gli risposero,- le informazioni sul conto della Gazzella sono riservate.
– Non più, – rispose il Leone,- c’è stata una fusione, l’ho appena acquisita.
Il Pitone e l’Orso
Un Pitone e un Orso dopo il letargo si scoprirono vicini di tana.
– Salve! – salutò il Pitone,- quest’anno per me il freddo è stato terribile, ho rischiato di non svegliarmi più.
– È stata dura anche per me – rispose l’Orso.
– Per l’anno prossimo avrei una proposta.- continuò il Pitone, – perché non passare l’inverno nella stessa tana? Insieme sconfiggeremo qualsiasi gelo.
– Mi sembra una buona idea,- rispose l’Orso.- Diamoci appuntamento per l’autunno davanti alla mia tana.
Con l’inverno alle porte s’incontrarono e, fedeli al loro patto, entrarono nella tana dell’orso.
– Per riscaldarci meglio,- disse il Pitone – posso abbracciarti?
– Certo. – rispose l’Orso. E lasciò che il pitone lo abbracciasse e così caddero in letargo.
In primavera nessuno dei due uscì a cercare cibo. Solo ad estate inoltrata il Pitone lasciò la tana dell’Orso.
I sondaggi della volpe
La volpe una sera telefonò a casa della lepre per un sondaggio d’opinione, spiegando alla lepre che aveva cambiato mestiere e che la nuova attività era molto più redditizia. Contenta, la lepre rispose a tutte le sue domande: sul tunnel preferito, le abitudini alimentari, il tempo libero. Alla fine, la volpe molto gentilmente le augurò una buona serata. Rallegrata della novità la lepre andò a dormire come non mai.
La mattina seguente appena uscì dalla tana, la volpe gli saltò addosso.
– Ma tu non avevi cambiato mestiere?- le chiese la lepre tremando.
– Ti avevo detto pure – rispose la volpe – che è molto più redditizio.
L’Asino e il suo tesoro
L’Asino veniva sempre deriso dagli altri animali finché un giorno trovò un tesoro! Diventò ricco e tutti cambiarono atteggiamento verso di lui. Si candidò al Parlamento e i mammiferi votarono in tanti per il partito dell’Asinello.
Al Parlamento più volte l’Asino chiese modifiche alla legge del Lupo, finché questi gli saltò addosso dicendo: – Non sei qui perché saggio, ma perché stupido.
A niente valse il tesoro all’Asino per salvargli la vita.
L’Alleanza
L’Uomo, il Cavallo e lo Struzzo si misero in società, siglando un’alleanza di ferro. L’uomo metteva due sacchi di grano, il cavallo la sua forza, lo struzzo le sue piume e la sua velocità.
– Aiuta il cavallo a trasportare il carico, almeno – chiese l’uomo allo struzzo.
– Rovinerei il mio bel vestito – rispose lo struzzo.
– Stai in guardia e avvisaci se arrivano i nostri nemici! – chiese ancora l’uomo.
– Proverò, ma non assicuro niente – rispose lo struzzo.
Partirono. L’uomo guidava, il cavallo trasportava, lo struzzo gironzolava in libertà. Vennero assaliti dagli sciacalli, ma sfuggirono al pericolo grazie alla determinazione dell’uomo. La sera intorno al fuoco l’uomo afferrò lo struzzo per il collo e tirò fuori il coltello.
– Che fai, sei impazzito? – chiese lo struzzo.
– Sei un buono a nulla – rispose l’uomo,- non sei stato in grado di avvisarci neanche davanti al pericolo.
– Come potevo se mi devo inchinare sempre per cercare da mangiare? – rispose lo struzzo.
– Adesso non più perché ti uccido- tagliò corto l’uomo.
– E la nostra alleanza?- chiese ancora lo struzzo.
– Che ci faccio di un’alleanza, che se la rispetto non guadagno niente e se la ignoro mi dà del profitto? – rispose l’uomo e tagliò la gola allo struzzo.
Da allora il cavallo si lascia caricare dall’uomo, mentre lo struzzo scalcia e scappa appena lo vede.
Il curatore fallimentare
Al solito ruscello s’incontrano il lupo e la pecora, uno di fronte all’altro sulle due sponde.
– O pecora! – disse il lupo – Attenta all’acqua che scorre ai lati; è sporca ed inquinata, vieni in mezzo perché lì scorre acqua buona da bere.
– O lupo!- ripose la pecora- Non della mia vita, ma della mia morte vuoi diventare curatore.
La fusione
Dopo un inverno rigido i lupi della montagna mandarono un ambasciatore ai lupi delle colline, chiedendo l’abolizione dei confini, l’unificazione dei territori, un regno unito e senza concorrenza. I lupi delle colline accettarono a patto che il re fosse uno dei loro, condizione che i fratelli delle montagne accolsero senza opporsi. Alla festa dell’unione i lupi scesero dalla montagna in gran numero e affamati fecero strage d’animali di ogni tipo.
A niente valsero le proteste del re di fronte alla ferocia ed al grande numero dei lupi della montagna.
L’invito
Al lupo arrivò un invito a festa da parte dell’uomo. «Egregio signor lupo siamo lieti di invitarLa alla festa sotto la quercia secolare insieme ad altri animali del bosco. Ci sarà un banchetto accompagnato da fuochi d’artificio, giochi di tiro a segno e altre sorprese».
Io non ci vado- disse il lupo scuotendo la testa – a una festa col tiro a segno dove non si parla chiaro di chi sarà il bersaglio.
Il fuoco e lo spiedo
Il fuoco e lo spiedo un giorno si stavano vantando della propria importanza.
– Io – diceva il fuoco- sono di un’importanza vitale, senza di me lo spiedo non servirebbe a niente.
– Sentite chi parla – rispose lo spiedo,- quello che nella furia che lo prende diventa cieco e brucia tutto. Senza me saresti un danno irreparabile. Io per te sono come i freni per il cavallo.
– Scusate, – intervenne una pollastrella arrostita fino all’estremità delle zampe,- senza me voi due non valete a niente. Tu fuoco sei quasi morto e tu spiedo arrugginisci nella tua inerzia.
L’investimento sicuro
L’Asino andò in banca a fare un investimento. Il Volpone gli consigliò: future lupus a breve scadenza e future coniglio a lunga scadenza
– In cosa consiste l’investimento? – domandò l’Asino – e dove sta la differenza?
I lupi si preparano a una campagna militare – rispose il Volpone – ed è un investimento sicuro. Mentre i conigli lavorano alla costruzione di un tunnel, ed è a rischio. L’Asino scelse l’investimento sicuro. Da lì a poco un branco di lupi scese in campagna facendo una strage di animali. L’Asino se la cavò con dei graffi e dei morsi sul collo. Andò dal Volpone a riscuotere i suoi soldi e quest’ultimo gli propose un altro investimento a brevissima scadenza: obbligazioni leones; in alternativa rimanevano sempre i conigli del tunnel.
– Guarda, – disse l’Asino titubante,- ho rischiato la vita con i lupi, non voglio più rischiare.
– Non ti devi preoccupare – rassicurò il Volpone,- i leoni sono tanto lontani e gli asini non hanno niente da temere.
Di nuovo l’Asino andò sul sicuro, quando una nuova guerra divampò. Arrivarono i leoni e spazzarono via i lupi e anche l’asino, che finì divorato da un leone. Prima di morire l’Asino disse: – Perché mi sono fidato del Volpone? Dovevo investire sui conigli. Quando mai un asino è morto per colpa di un loro tunnel?
La finanziaria
Alla finanziaria “Il gatto e la volpe” l’oca andava con un uovo fresco.
– Voglio investire questo uovo,- chiese allo sportello.
La volpe segnò il suo nome su un registro, poi compilò una ricevuta e la rilasciò all’oca. Fra un anno avrebbe avuto in cambio un uovo d’oro.
è una pazzia!- disse il gatto alla volpe dopo che l’oca era uscita.- è anche immorale promettere così tanto.
– Solo un rendimento irreale ci ha permesso una raccolta soddisfacente di uova.- rispose la volpe. – Non è altrettanto immorale forse investire uno per avere mille?- concluse lei.
L’oca
Un’oca entrò in un negozio di moda e comperò un vestito di lusso, poi per farsi vedere andò nel locale più chic della città. Là cominciò a parlare ad alta voce, a criticare e a vantarsi di sé.
– Non c’è bisogno di tanto chiasso, signora, – le disse il pappagallo – tanto ce ne siamo accorti appena lei è entrata che è un’oca vestita da cigno.
Il moscerino
Il moscerino entrò in un occhio per errore. Accortosi della perfida trappola, batteva le ali cercando d’uscire procurando lacrime e irritazione all’occhio. L’uomo riuscì a estrarlo e stava per ucciderlo.
– Io non volevo, – disse il moscerino. – Il tuo occhio per me sembrava il cielo dove volare in libertà e poi, sono cosi piccolo… Abbi pietà di me!
– Per fortuna che sei così piccolo, – rispose l’uomo – se fossi stato più grande mi avresti accecato – e lo schiacciò.
Il coniglio travestito da leone
Il Coniglio un giorno trovò davanti alla sua tana un Leone morto. Con grande furberia si appropriò della sua pelle. Vedendo come gli altri animali scappavano impauriti, diventò sicuro di sé e spavaldo. Allo stagno gli altri gli cedevano il passo.
Incuriosita, la Volpe un giorno lo seguì per la prateria, dove con grande stupore vide il Leone mangiare erba e gli saltò addosso. Mentre la Volpe lo stava divorando, il Coniglio le domandò: – Prima di morire vorrei sapere come hai fatto a scoprirmi.
– Caro mio, – rispose la Volpe, – se vuoi essere creduto non basta cambiare abito, ma anche abitudini.- E lo finì.
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