Letizia e i Talebani
Sta facendo impazzire la sinistra talebana e il povero ex ministro Tullio De Mauro (che pare abbia superato ogni limite di astioso e gratuito bellicismo descrivendola, in un’intervista a Repubblica online, come una lanzichenecca al servizio di un governo “della destrutturazione scolastica” che “vuole riportare indietro la scuola di quattro secoli”). E la ragione è presto detta: il ministro Letizia Moratti, che negli smorti colori della compagine ministeriale si distingue per i colorati tailleur, si fa notare per la generosità e il piglio imprenditoriale con cui ha cominciato a gestire l’amministrazione più grande d’Italia. Questa settimana ha incassato il primo sciopero promosso dalla Cgil e da Gilda, ma nelle settimane scorse ha ottenuto l’appoggio di Snals, Cisl e Uil. Avviato lo studio preparatorio della riforma della scuola affidato alla commissione detta dei sei, guidata dal professore Giuseppe Bertagna, ha varato anche un provvedimento atteso da 15 anni. Il progetto di legge che assume a tempo indeterminato i docenti di religione sarà uno dei prossimi provvedimenti che verranno varati dal Consiglio dei ministri. Nella lettera aperta indirizzata a tutti i docenti la Moratti lancia gli stati generali, una sorta di mega forum in cui gli operatori del settore sono messi in condizione di esprimere i propri pareri. Ma la richiesta più significativa che da anni i sindacati come La Gilda, ora contraria e allineata alla Cgil, chiedevano è stata accolta. Si tratta della valorizzazione del personale docente realizzata grazie a un’area contrattuale separata. Una sorta di contratto che riconosce le specificità del lavoro degli insegnanti. Un riconoscimento che ha anche dei vantaggi economici dato che il piano di finanziamento per la valorizzazione del personale docente è stimato in 738 miliardi nel 2003 e 1407 miliardi nel 2004. Ma sono anche altri i provvedimenti messi in cantiere negli ultimi giorni. Si è insediata la commissione che studierà la definizione del codice deontologico del personale della scuola il cui presidente onorario è il cardinale Ersilio Tonini. In funzione il gruppo di lavoro per il riconoscimento della funzione pubblica della scuola non statale nell’ambito del sistema d’istruzione non statale e al via anche un gruppo per la semplificazione normativa del ministero.
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