Letizia Moratti
La formazione universitaria e nei licei non è messa bene. Roberto Perotti e Il Sole 24 Ore raccontano di concorsi universitari di economia dove vincono cattedre persone senza pubblicazioni scientifiche, mentre altre ben più titolate perdono miseramente. Il Corriere della Sera riporta che il corpo docente italiano delle scuole superiori è il più anziano in assoluto in Europa ed è tra i peggio remunerati e tra i meno soddisfatti della carriera. L’Ocse richiederebbe un sistema di valutazione per riconoscere la qualità degli insegnanti. E ancora, in molti paragonano le facoltà italiane a sistemi feudali. Ad esempio, l’accesso alla formazione specialistica per i medici viene deciso scuola per scuola, città per città, università per università. Facile immaginare la pressione cui sono sottoposti i professori che devono compiere la selezione. Un unico concorso nazionale avrebbe il merito di ridurre il rischio di inquinamento. I giovani medici auspicano questa riforma: gli studenti di medicina sarebbero più liberi di dedicarsi ai propri studi, senza dover creare quei legami oggi indispensabili per entrare in specialità. Ma questo comporterebbe una perdita di potere da parte dei professori.
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