LETIZIA RIVEDE, I SINDACATI STREPITANO
Settimana scorsa il ministro Moratti ha incassato un uno-due fulminante. Martedì 8 il dipartimento scuola di Forza Italia, mercoledì 9 il coordinamento interregionale degli assessori all’istruzione, Lombardia in testa: tutti hanno attaccato la rigidità dell’impianto dei licei, la netta separazione fra il percorso liceale e quello dell’istruzione e formazione, la fine degli istituti tecnici.
L’indomani Gianfelice Rocca, responsabile scuola di Confindustria, ha rincarato la dose, mettendo in piazza le preoccupazioni degli industriali (Sole24Ore, 10 febbraio). Il ministro ha ingoiato il rospo e ha messo mano a riscrivere il decreto. Le minacce di certi rappresentanti sindacali dunque («passerete alle Regioni, e Formigoni non ci penserà due volte a licenziarvi!») sono terrorismo psicologico senza fondamento. Primo, perché il decreto di fatto non c’è ancora; secondo, perché con tutta probabilità non tratterà affatto del passaggio di scuole e personale alle Regioni, ma solo delle caratteristiche che dovranno avere i nuovi percorsi liceali e di istruzione e formazione professionale. Lasciando alle scuole, statali e non, la possibilità di offrire gli uni e gli altri. Ma i conservatori temono la libertà.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!