LETTERA DI UN RIVOLUZIONARIO AL BARICCO “SNOB” IN CODA PER IL PAPA
Sabato 30 aprile sulla Repubblica Alessandro Baricco ha inaugurato una serie di elzeviri che avranno il compito di testimoniare “Una viaggio nella Chiesa”. Sarò onesto, il titolo del copioso editoriale sulla morte di Giovanni Paolo II era interessante, intelligente, a suo modo invitante. L’incipit della riflessione: «Anch’io ero a San Pietro e mi chiedo perché». Inserire la domanda, chiedersi sempre perché, indagare senza rassegnarsi alle facili risposte, è l’unico viatico per non cadere nel solipsismo parossistico del pour parler.
Baricco però delude subito le attese. Ci illustra l’epocale avvenimento della partecipata morte di Wojtyla come una colata mediatica, come un distruttivo tsunami dell’informazione. Lo scrittore confonde il fatto, la presenza di quei fedeli in piazza con l’uso che la televisione ne ha fatto. La sua non è una svista ma una coscienziosa manipolazione di una realtà che evidentemente non gli è vicina. Parla della lunga coda come di uno zoo ed utilizza, a supporto della sua tesi, una bassa sociologia da supermercati Coop. Baricco usa l’armamentario del pensiero debole per capire ciò che non è riuscito a comprendere. è così sicuro di aver vissuto in un gigantesco reality che non si pone mai la domanda iniziale: perché.
Da non credente che ha cercato di capire senza la pretesa di aver trovato la soluzione, rigetto con forza l’analisi dei repubblicones. Baricco è l’espressione di quel relativismo culturale che il prof. Ratzinger intende mettere alla gogna. Da marxista sono stato costretto a confrontarmi con la realtà e a rifuggire dalle facili conclusioni a cui è arrivato il noto scrittore. Quello che è accaduto, termina Baricco, è solo un film, piccolo, il gran finale d’una storia durata 27 anni. No! Quello che è accaduto è un fatto rivoluzionario. E rivoluzionario non è solo il sovvertimento dello stato di cose esistenti, rivoluzionario è un fatto che si fa realtà e diviene avvenimento. Tutto il resto, come i fiumi d’inchiostro e le teorie semplificatorie sono in realtà il vero e unico tsunami del mondo relativizzato. Baricco compreso.
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