Lettera (flannery o’connoriana) a Ligabue
Ho letto sul n.19 di Tempi ciò che pensa il cantautore Ligabue riguardo al «rito macabro di mangiare un pezzo di pane che sarebbe il corpo di Dio». Io sono una cristiana che ha la Grazia di nutrirsi del Corpo di Cristo. Per amore di ragionevole verità voglio dire che da vita nasce vita. Ligabue e tutti gli uomini sono fatti di carne e di sangue e si sono nutriti nel e del corpo della loro madre.
A questo devono la vita. Cristo, Dio fatto uomo, fa per me quello che ha fatto mia madre, mi dà il suo stesso Corpo, non simbolicamente ma carnalmente, attraverso il sacrificio della sua stessa vita. Cristo ha usato il metodo più vero e più umano che ci sia. è la genialità di Dio che ama l’uomo e conosce a pieno la natura, l’essere, così come una madre e un padre conoscono il figlio. Questo è quanto mi sento di dire e sarebbe mio desiderio pervenisse a Ligabue come testimonianza di una lettrice che cerca di perseguire la verità su di sè, con la consapevolezza di non essersi fatta da sè.
Paola Belloni, giunta via Internet
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