Lettera a Michele Saponara

Di Yasha Reibman
13 Gennaio 2005
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo

«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio». Così giurano i magistrati prima di assumer le funzioni. Per gli avvocati è diverso. «Giuro di adempiere ai miei doveri professionali con lealtà, onore e diligenza per i fini della giustizia e per gli interessi superiori della Nazione». Quali sono gli interessi superiori della Nazione? Superiori forse agli interessi del cliente? Fa pensare che questo giuramento sia stato introdotto nel 1933. Fa pensare che i magistrati giustamente si opporrebbero duramente a una modifica in questo senso del loro giuramento. Ma per sciogliere i dubbi, Marco Teardo, giovane avvocato milanese, rischia del suo. Superato l’esame, Teardo ha spiegato che gli interessi dei suoi clienti non verranno subordinati a quelli della Nazione. è intervenuto l’Ordine degli avvocati ed è probabile che si arriverà in Corte costituzionale. Ma ci vorrà del tempo. Tuttavia, siccome la Legge non è quella data sul Sinai a Mosè, si potrebbe già modificarla approfittando dell’ulteriore passaggio alle Camere della riforma del sistema giudiziario. Basta un emendamento.

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