Lettere 37

Di Tempi
20 Settembre 2000
Eccellenti eurodeputati Mauro, Lisi (e Bossi), ottimo ergastolano Tuti e meraviglioso Baget Bozzo, ci istruiscono in cronaca e lotta politica nuova

Caro direttore,
tra tante brutte notizie, finalmente una buona che, anche nel campo della ricerca a fini terapeutici, offre conferma politica all’ipotesi alternativa allo sfruttamento degli embrioni umani presentata nell’ultimo numero di Tempi. Il Parlamento europeo di Strasburgo ha detto no alla clonazione umana. Nell’europarlamento abbiamo infatti approvato giovedì 7 settembre 2000 un documento nel quale si assume posizione contro la clonazione a fini terapeutici e, bocciando le decisioni (favorevoli alla manipolazione degli embrioni ) prese meno di un mese fa dal governo di Tony Blair, si invita i deputati britannici a respingere in futuro, in Parlamento, tali decisioni. La risoluzione, dal tono forte e chiaro, tra l’altro fa propria la condanna delle decisioni del Governo britannico; invita i deputati britannici a respingere la proposta del loro governo; critica la clonazione terapeutica di embrioni umani; chiede ai Paesi membri di vietare qualsiasi tipo di clonazione umana; auspica il potenziamento della ricerca a partire da cellule staminali adulte; respinge la produzione sovrannumeraria di embrioni nella fecondazione artificiale; vieta la brevettabilità e della clonazione; conferma il divieto di finanziare con i programmi comunitari di ricerca Organismi di ricerca che in qualsiasi modo siano coinvolti in ricerche sulla clonazione di embrioni umani; si rivolge all’ONU perché voti un bando totale alla clonazione di esseri umani per tutti gli stadi di crescita e di sviluppo.
Ce l’abbiamo fatta per un’incollatura. 237 voti favorevoli, 230 contrari e 40 astensioni. Nessuno pensava che sarebbe passata una risoluzione contro il governo Blair. Prima abbiamo dovuto approvare il diritto a votarla, la risoluzione; cosa non scontata, visto che sia il Gruppo socialista che i liberali sono molto “aperturisti” sulla clonazione. E sono numericamente molti più forti. Altrettanto forte è stato il pressing sui parlamentari delle industrie che fiutano il business miliardario. L’importante era far prendere coscienza agli Europarlamentari la portata storica del dibattito; qui a Strasburgo si è abituati a decidere su questioni come il diametro regolamentare delle albicocche o il calibro dei piselli. Siamo parlamentare da un anno, ma Bossi non l’avevamo mai visto: giovedì è venuto apposta per votare la risoluzione. Tra gli italiani, i più accesi difensori della clonazione sono stati i radicali; i più ambigui i socialisti. E tra gli stranieri? Decisivo è stato l’intervento di un parlamentare inglese, malato di morbo di Parkinson, che ha invitato a valutare con lungimiranza e maturità una questione così delicata; non possiamo ipotecare il futuro d’intere generazioni “vampirizzandole” a scopo di ricerca. Un messaggio diretto soprattutto ai connazionali conservatori, che in un primo momento si erano chiamati fuori per non intaccare la libertà di decisione del loro Parlamento. Non siamo contrari alla ricerca per partito preso, anzi abbiamo chiesto più fondi, ma era importante dare un segnale forte.
Ma qual è l’assunto cruciale della risoluzione? E’ molto chiaro: Strasburgo “auspica che il massimo sforzo politico, legislativo, scientifico ed economico sia rivolto a terapie che usino cellule staminali prelevate da soggetti adulti o comunque senza distruzione della vita umana embrionale. Fa richiesta inoltre ai Paesi membri di vietare qualsiasi tipo di clonazione umana, perseguendola penalmente”.
E’ stata una battaglia difficile soprattutto per il tentativo dei socialisti di impedire (legittimamente, con metodi regolamentari, per carità) di affrontare la questione. Prima respingendola come istanza non urgente; cosa c’è di più urgente della decisione di un governo che va contro a tutte le risoluzioni precedenti dell’Ue? Poi è sparita pure la mozione … la mattina della firma, non si trovava più. Un incidente tecnico “provvidenziale”. Alla fine è stata recuperata, ma comunque si è trattato di un percorso accidentato. Come iter procedurale e come costruzione delle alleanze. Abbiamo lavorato molto per costruire le alleanze; facendo una similitudine con l’Italia, il centro destra è rimasto compatto, dimostrando una linea politica forte, mentre nello schieramento del centro sinistra non c’è stata unità. I Verdi hanno approvato (con qualche eccezione) il no alla clonazione e l’estrema sinistra si è defilata. Un altro elemento da non sottovalutare è l’influenza delle culture nordiche, meno sensibili delle culture mediterranee alle tematiche di difesa della vita in ogni sua forma e più propense a spostare la retorica delle magnifiche sorti e progressive della scienza. Il capogruppo tedesco ha sottolineato l’unità degli italiani (cosa degna di nota in quanto non molto frequente), ma soprattutto ha parlato di adesione autentica ai principi generali e “fondatori” del gruppo. Un risultato importante, soprattutto in questo periodo di polemiche sull’identikit del perfetto Popolare europeo. Segnaliamo, per onor di cronaca, che nel corso del voto il testo è stato modificato. Cancellazioni non irrilevanti ma che non indeboliscono la convinzione che la scorsa settimana a Strasburgo si sia combattuta e vinta una buona battaglia. E Dio salvi l’Inghilterra, e faccia vincere al più presto le elezioni ai conservatori (che a Strasburgo hanno votato con noi).
Mario Mauro, Giorgio Lisi, Parlamentari europei eletti nelle liste di Forza Italia

Caro Direttore,
pensavo di scrivere per i lettori di tempi la cronaca, vista da qui, della realizzazione di una moderna opera d’arte sacra. Una cronaca immaginaria, costruita a partire da qualche fotografia e alcune lettere scambiate con l’artista, per dire anche della nostra vita assente, e di queste carceri dove l’inutilità dei giorni e delle opere tutto il reale viene negato, e anche per l’arte, per la cultura, per il sacro restano solo ipotesi e congetture… Quell’impossibilità di pensare l’altro e l’altrove, come nelle parole con cui Pound chiudeva i suoi Cantos, dopo la gabbia e il manicomio:
Prigione/Dementia/Grigia nebbia nel nulla/Anonyme/Futilità dell’avrebbe potuto essere/Io, corpo perennemente invaso/Aiuto/Pound.

Quando la realtà non è un’evidenza, anche nelle cose che più ci riguardano siamo costretti ad ipotesi e congetture, a immaginare il senso delle leggi e delle sentenze, e tentare di capiri qualcosa delle tante parole sul carcere, dalle parole di tanti-giudici, politici, giornalisti, direttori, psicologi, ispettori, educatori- da cui qui dipende la nostra sorte.
Così stasera, ad esempio, ho letto sul Corriere dell’articolo che il Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena, il Dottor Gian Carlo Caselli, ha scritto per il Manifesto contro la beatificazione del Papa Pio IX. Un articolo che mi sarebbe piaciuto leggere, per cercare di ricavarne un frammento di verità e di realtà, sul carcere e su chi il carcere regge: ma quello che fuori avrei potuto facilmente fare con un salto in edicola, una telefonata ad un amico, una breve ricerca su internet, qui si scontra con la macchinosità delle procedure, delle domandine, delle competenze… E così posso solo fare congetture sui motivi e gli argomenti che hanno spinto il dottor Caselli a voler censurare anche le decisioni del Papa in materia di Religione e di Altari. Dimenticando tutti i lai e el rivendicazioni della separazione tra Stato e Chiesa in cui anche il dottor Caselli si era estrinsecato quando il Papa, due mesi fa, si permise di chiedere un gesto di clemenza nei confronti dei detenuti in occasione del Giubileo: clemenza appunto, e misericordia, senza la pretesa di riscrivere leggi e sentenze o di accusare lo Stato per le tante violazioni dei diritti umani nel carcere. Ma al dottor Caselli nemmeno questo stava bene, come ora non gli sta bene che il Papa Pio IX sia beatificato…
Magari sarà per quel bambino di origine ebraica battezzato e strappato ai genitori, oppure per quella dozzina di briganti e carbonari messi a morte nello Stato pontificio. Ma ecco che allora non posso non pensare ai figli che anche qui ci vengono strappati, non solo e non tanto dalle leggi e dalle sentenze ma proprio dalla Direzione Generale, con le circolari, i braccetti, le segregazioni, le censure, le relazioni degli assistenti sociali… E poi le morti in queste carceri giustamente laiche e democratiche, i pestaggi, le torture, i suicidi… Ma non li legge, il dottor Caselli, i giornali…? O si limita solo a scriverci, in questa continua ostensione della sua immagine e del suo pensiero?

Giudice, procuartore generale, direttore generale delle carceri d’Italia…Bisogna essere comprensivi, con simili precedenti. Con questa abitudine a un potere supremo sui corpi e sulle coscienze di tanti disgraziati, è facile perdere il senso dei propri umani limiti, e credersi forse Dio, per voler dare sentenze anche nelle cause dei Santi. Come il Grande Inquisitore di cui narra Dostoevskij nei fratelli Karamazov, che condanna anche Gesù Cristo, incautamente tornato sulla terra per tentare ancora di dare conforto e salvezza degli uomini, e destinato così a intromettersi nelle faccende degli “addetti ai lavori”…

Ma la hybris povera di questo Gran Carceriere della Repubblica non riconosce nemmeno la saggezza del detto popolare “Scherza coi fanti e lasci stare i Santi”, e non contento di prendersela con noi ultimi fantaccini della lotta armata – lo sa vero, Sua Eccellenza, che anche i carbonari avevano la camicia nera? – o con i miserevoli “soldati” della malavita,ora pretende di dettar legge anche sulla beatificazione Pio IX – come l’abbiamo sentito laicamente santificare pentiti e killer vari, e in questo spesso seguito anche da Famiglia Cristiana.
Forse il dottor Caselli si è convinto che le chiavi con cui può aprire e chiudere le porte del carcere per questo e per quello, aprano e chiudano anche il Regno dei Cieli…?

E allora, in questa confusione, fuori, tra realtà e ideologia, in questa confusione, fuori, di ruoli e di persone, ecco che da qui, da dentro viene spontanea una rivendicazione – non cristiana e non santa: carceraria vorrei forse dire – della santità di un Papa, Pio IX, anche lui per lunghi anni volontariamente recluso in Vaticano, e a cui non mancarono nemmeno le accuse della stampa e dei politici di essere il Papa assassino…

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