L’Europa e “l’ossessione della pace”

Di Tempi
30 Agosto 2002
Per l’Unione Europea il fronte di crisi più importante dell’area mediorientale è quello israelo-palestinese: in un’intervista sul New York Times

Per l’Unione Europea il fronte di crisi più importante dell’area mediorientale è quello israelo-palestinese: in un’intervista sul New York Times un funzionario del governo francese ha criticato i consiglieri di Bush «ossessionati dall’Irak, mentre l’ossessione europea è quella di costruire una coalizione per la pace in Medio Oriente, non per muovere guerra a Saddam» (New York Times, 22 luglio 2002). Javier Solana, segretario Nato, ha sottolineato che “sarebbe molto, molto difficile” per l’Ue appoggiare l’eliminazione di Saddam senza prima aver ottenuto progressi sostanziali verso la creazione di uno stato palestinese (New York Times, 22 luglio 2002). E Christopher Patten, commissario ai rapporti internazionali dell’Ue, si è opposto fermamente alla guerra all’Iraq (in un’intervista al Guardian già nel febbraio 2002 parlava del «lato oscuro della globalizzazione» sottolineando la superiorità dell’«intelligente assistenza allo sviluppo fornita dall’Ue» rispetto alle «bombe intelligenti Usa»). Mentre soltanto settimana passata il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ha rifiutato il sostegno tedesco agli Usa in caso di attacco a Baghdad. Schroeder, che sta lottando per venir rieletto il prossimo 22 settembre, ha accusato il Presidente americano di commettere “un errore di priorità”.

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