L’EUROPA SI FA TRENDY. A SPESE NOSTRE
La Commissione europea si fa lifting e cosmesi per la bellezza di 232 milioni di euro. Più o meno 40 milioni all’anno fino al 2013 per arruolare nuovi pierre, esperti di public relations, e “ascoltare, spiegare e avvicinarsi ai cittadini’, come dice la vicepresidente della Commissione con delega per la comunicazione Margot Wallstrom presentando il nuovo piano anti-euroscetticismo. Nuovi comunicatori, uomini e donne immagine, magari qualche cantante rock alla Bono, uno campione dello sport o un premio Nobel, si immagina profumatamente pagati per spiegare “all’uomo della strada” – così si legge nel documento – le magnifiche sorti e progressive dell’Ue. Col trucco e parrucco risponde la Bruxelles al coma vigile europeo, e alle bocciature dei francesi e dei tedeschi cerca di rimediare con qualche party molto trendy. I primi a doversi fare carico di quello che, subito dopo la doppia valanga di “no” è stato definito il piano D (dialogo, dibattito e democrazia), saranno i commissari europei che dovranno portare il messaggio dell’Unione europea nei 25 Stati membri.
Sarà anche accresciuto il ruolo nei singoli paesi degli uffici della Commissione, che potranno arruolare alla causa nuovi ambasciatori tra vip d’Europa.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!