L’homo viator Magellano

Di Bobo
06 Luglio 2006
Stefan Zweig, Magellano, ed. Rizzoli, pagg. 296, euro 9,80

Per anni aveva navigato come marinaio semplice (anche se aveva un piccolo titolo nobiliare). Aveva imparato a issare le vele, a costruire fortificazioni, a riparare scafi, a combattere. Era stato tre volte ferito. Aveva chiesto al suo sovrano un ruolo più alto, ma era stato allontanato con sufficienza; allora aveva disertato, e aveva offerto il suo visionario progetto al re di Spagna: era sicuro, per certe carte segrete, di conoscere l’ubicazione del passaggio che tutti cercavano per aggirare l’America. Le carte erano sbagliate; ma, come nel caso di Colombo, l’errore aprì la strada a una straordinaria avventura.
Stefan Zweig, l’appassionato cantore dell’Impero asburgico, la racconta con la sua penna affascinante. Ne esce il ritratto di un uomo straordinario, sinceramente devoto a Dio e fedele al suo re, totalmente dedito al suo progetto: curerà personalmente i minimi dettagli del viaggio, supererà con determinazione e la giusta dose di furbizia tutte le difficoltà. Una dote gli mancava, la diplomazia: pretendeva dagli altri ubbidienza assoluta al suo disegno. Gli costerà la vita; ma non gli impedirà di entrare nella schiera ristretta degli uomini che hanno determinato il corso della storia.

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