Libera iniziativa fa bene allo Stato
Bisogni fondamentali, bisogni essenziali, bisogni vitali. Esiste tutto un mondo che vi ha dato risposta, continua a darvela e a professionalizzarsi per fare meglio. Attraverso strutture che oggi, molto più di ieri, non possono essere soltanto genericamente volontarie, debbono essere ben organizzate nella direzione di costruire impresa – un’impresa che si organizza non per distribuire utili, ma per reinvestirli in strutture e formazioni professionali costose, in organizzazioni che richiedono una serie di impegnativi interventi di preparazione. Occorre però una chiara legislazione di riferimento che dia legittimazione agli interventi, soprattutto quando si lavora in settori particolarmente delicati e complessi. Le legislazioni troppo particolareggiate sono il frutto (malvagio) della sfiducia spesso sotterranea tipica dei paesi latini, dove la mentalità antica è caratterizzata dalla mancanza di fiducia in coloro che operano, a qualsiasi livello, all’interno della società o del sistema istituzionale. Oggi viviamo in una società dove non è pensabile rispondere ai bisogni dei cittadini esclusivamente attraverso strutture rigide, fortemente centralizzate o fortemente regolamentate. Nella nostra società è avvenuta una rivoluzione epocale, i cittadini hanno acquisito la consapevolezza di essere soggetti dotati di personalità capaci di esprimere a un tempo stesso istanze, esigenze e responsabilità. Soprattutto, in questi anni, i cittadini hanno imparato che non tutto può essere chiesto ad altri. Impariamo tutti che è giusto aiutare chi è più debole, chi è più fragile, a tutelare chi è più debole, chi è più fragile. Ma bisogna dirlo: non è giusto intromettersi troppo nella vita dei cittadini, non è giusto costruire difese che vadano oltre i limiti delle difese minime necessarie all’interno di quella più generale tutela della società garantita dalle regole di base che la stessa società si è data. Tutto il resto i cittadini vogliono poterlo condividere. Questa è secondo me la grande rivoluzione di questo secolo.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!