Libera scuola in libero stato
Caro direttore,
alla cerimonia di apertura dell’anno scolastico, il Presidente Ciampi ha riconosciuto che è «diritto e dovere dei genitori di istruire ed educare i figli» e che «educare significa soprattutto trasmettere valori. Esiste, naturalmente, una sfera privata dei valori. Di questa, ciascuno è responsabile solo di fronte alla propria coscienza». Però i cosiddetti “valori” espressi nella Costituzione «che ci uniscono come cittadini italiani», non nascono dal nulla, ma da una tradizione e una cultura che sono il vero fondamento di un popolo. Dunque non possono essere catalogati come attinenti alla sfera privata. Tornando al «diritto e dovere dei genitori di istruire ed educare i figli», essendo sancito dalla Costituzione, non si vede perché lo Stato non debba esserne garante e controllore sino in fondo, risolvendo finalmente il problema della libertà di educazione ora di fatto negata. Perché delle due l’una: o la Costituzione contraddice se stessa, cioè afferma il diritto ma ne vieta l’esercizio, oppure è usata a sproposito per negare una libertà che prima di essere iscritta nella Costituzione è iscritta nel genoma umano: quella di educare i figli secondo i propri principi, la propria coscienza, il proprio credo.
Stefano Portioli
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