Liberazione, ‘o governatore colluso è
«I presidenti e gli amministratori delegati per gestire gli ultimi grandi gruppi industriali sui quali ancora si estende la mano dello Stato sono, nel complesso, autorevoli e competenti», scrive Massimo Giannini su Repubblica. Il polemista più antigovernativo del gruppo di mischia di Ezio Mauro è uguale a Barrichello. Va forte fin quasi al traguardo. Poi, però, fa il gioco di squadra. *** «L’arresto di Giuffré resta misterioso», scrive Corrado Stajano sul Corriere della Sera. Quest’ultima pensata giustizialista è veramente fantastica. Si accusa di mafiosità il centrodestra perché arresta i boss. *** «La riforma del fisco è una delle priorità. Purtroppo l’extra deficit di 37mila miliardi dovuto alle elargizioni elettorali del governo di centrosinistra ci ha costretti a rallentare», dice Paolo Bonaiuti al Giorno. Ti arriva un extradeficit ed ecco che una priorità diventa improvvisamente una secondarietà. *** «Sono uno scrittore non un editorialista», dice Don De Lillo al Corriere della Sera. De Lillo è scrittore radicale e critico feroce della società americana. Ma è un grande artista, non ha bisogno di girotondi. *** «In Italia gli anticorpi sono insufficienti per tante ragioni fra cui la caduta verticale degli ideali e l’azione del governo Berlusconi», scrive Paolo Sylos Labini su Repubblica. Nel Pci d’antan quando a qualche grande intellettuale scoppiava improvvisamente una febbre ideologica e ultramilitante, quelli addetti al lavoro culturale si preoccupavano molto, lo ponevano sotto tutela e cercavano per il suo bene di non fargli dire stupidaggini. Oggi, nel bene ma anche nel male, quel tempo è finito. Così un povero professore è lasciato a se stesso e si mette ad accusare i suoi avversari politici di essere un “virus”, degli Untermenschen. *** «Alla fine dell’Ottocento, Napoli era una città, come oggi, dominata in larga parte dalla camorra e da un mondo politico colluso con questa», dice Ermanno Rea a Liberazione. Come? Antonio Bassolino, ‘o governatore, e Rosa Russo Jervolino, ‘a sindachessa, collusi con la camorra? *** «Certo. De Gennaro, più passano i giorni, meno è tecnico, più è politico», dice Antonio Di Pietro all’Unità. Mica tutti possono essere dei servitori dello Stato al di sopra delle parti che magari appena lasciano la toga, si tengono ben lonatani dalla politica per evitare ogni sospetto. *** «Ci sparano ogni giorno coi cannoni, mentre noi ogni tanto tiriamo pietre», così il Corriere della Sera riporta le parole di Sandro Pennasilico, sostituto procuratore generale a Napoli. Bel linguaggio da no global. Sarebbe ora che proponesse anche di chiamare il suo luogo di lavoro «collettivo rivoluzionario giudicante-inquirente» piuttosto che non con termini obsoleti come «procura e tribunale della Repubblica».
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!