Liberi dalla Tv-pensiero

Di Mamma Oca
08 Novembre 2001
Qualunque giornale io legga, e soprattutto qualunque Tg io guardi, il sentimento che emerge dalla gente è uno solo: paura.

Qualunque giornale io legga, e soprattutto qualunque Tg io guardi, il sentimento che emerge dalla gente è uno solo: paura. Ecco allora le parole di una (Hannah Arendt, Il Pensiero secondo, I libri dello spirito cristiano, Bur) che ne avrebbe avute di ragioni per aver paura e ritirarsi e che invece è rimasta attaccata alla realtà: unico modo (a parte spegnere la Tv) per non fare vincere il terrore. «L’opera, il prodotto della fede, sono quelli che i Vangeli hanno chiamati i “miracoli”. Nel Nuovo Testamento il vocabolo ha molti significati ed è di ardua comprensione: qui possiamo tralasciare le difficoltà e riferirci soltanto a quei passi in cui il miracolo non è l’evento soprannaturale, ma solo l’evento che possiede il requisito di ogni miracolo, sia opera umana o divina; ossia il costituire un’interruzione in qualche serie di eventi della natura, in qualche processo automatico, rispetto ai quali il miracolo è, in assoluto, l’inatteso imprevisto». «I processi storici sono creati e interrotti di continuo dall’iniziativa dell’uomo, da quell’initium che l’uomo è in quanto agisce. Di conseguenza, non è per nulla superstizioso, anzi è realistico cercare quel che non si può né prevedere né predire, esser pronti ad accogliere, aspettarsi dei “miracoli” nel campo politico. E quanto più la bilancia pende verso la catastrofe, tanto più l’atto compiuto in libertà appare miracoloso; la salvezza, infatti, non è automatica: automatico è il processo che conduce alla catastrofe, e che deve quindi sembrare in ogni caso irresistibile». «Poiché, osserva con Agostino: “Dio ha creato l’uomo per introdurre nel mondo la facoltà del dare inizio: la libertà”».

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