Libertà e fede camminano insieme

Di Persico Roberto
20 Marzo 2003
“Negare la dimensione religiosa dell’uomo porta al totalitarismo”

Da almeno trent’anni don Luigi Negri spende il suo tempo e le sue energie per aiutare i suoi amici, giovani e meno giovani, a “rendere cultura la fede”, per usare l’espressione di Giovanni Paolo II che tanto gli è cara: a rendersi conto in maniera sistematica e critica dei fattori fondamentali delle strutture, culturali e materiali, in cui ci troviamo immersi.
In quest’ultima fatica ricompaiono due fra i temi cui ha dedicato maggior attenzione: la cultura del mondo moderno e la dottrina sociale della Chiesa. In pagine limpide e inesorabili riepiloga la logica terrificante con cui il laicismo moderno, affermata la sovranità assoluta del soggetto uomo, sottratto a ogni rapporto con il divino, giunge attraverso la pretesa di un assoluto sapere all’affermazione del potere assoluto, totalitario dello Stato. Sull’altro versante riepiloga le pagine, spesso profetiche e sovente misconosciute, in cui la sapienza della Chiesa ha difeso la libertà e la dignità inalienabili di ogni uomo. Ma l’aspetto più interessante del nuovo libro è l’attenzione dedicata a un diverso filone della modernità, un pensiero “laico ma non laicista”, che non ha bisogno per affermare i diritti dell’uomo di negarne la dimensione religiosa. Figura chiave è Alexis de Tocqueville, il nobile francese che descrivendo la giovane democrazia americana osservava: «La religione vede nella libertà civile un nobile esercizio delle facoltà dell’uomo. La libertà vede nella religione la compagna delle sue lotte e dei suoi trionfi, la culla della sua infanzia, la fonte divina dei suoi diritti». Su questa base è possibile un nuovo incontro fra laici (veri) e cattolici (non integralisti), uniti dalla ritrovata consapevolezza del limite della condizione umana. Come spiega nella densa, preziosa introduzione Ferdinando Adornato: «l’importante è percepire che l’entità uomo non può immaginarsi come il protagonista di una tirannia sul mondo ma come una transeunte, occasionale presenza di un ciclo il cui senso è, per tutti, razionalmente inaccessibile».


Luigi Negri, Ripensare la modernità, 166 pp. Cantagalli, euro 8.80

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