L’IGNORANTONE

Di Tempi
21 Aprile 2005
LE PREDICHE DI SARTORI CONTRO LA CHIESA NON ABBASTANZA "ISLAMICA"

Mentre si discute di vita umana e dei rischi di un suo asservimento al potere della tecnica, il Foglio (del 15 e 16 aprile) ha regalato ai suoi lettori una voluminosa sintesi del dibattito sviluppatosi sulle sue stesse pagine. Per converso appare evidente la difficoltà dei grandi media a superare la postura sentimental-ideologica su questi argomenti. Il caso Corriere della Sera sembra il più antipatico. Perché? Perché è il caso del più importante quotidiano nazionale che dopo essersi schierato per il “sì” ai referendum, pare abbia piegato la sua ragione sociale alle necessità della propaganda. Ha ragione Emanuele Severino, che sul Corriere (4 aprile) ha osservato: «Il mondo laico, ormai, si limita a galleggiare. è divenuto a sua volta una fede. un dogma. o si esibisce in un sussiego dietro il quale non c’è alcuna profondità».
Sembra una fotografia di Giovanni Sartori, l'”ignorantone” (come sospetta di sé lo stesso) che seguita a esibirsi in prediche le quali non hanno né capo né coda, che pretende processare questo e quello della Chiesa cattolica e, ultimamente, crede di far parlare san Tommaso, dottore della Chiesa, contro la Chiesa stessa. Sartori rimprovera alla Chiesa di non essere abbastanza dogmatica. Lo scandalizza il fatto che non è impermeabile all’esperienza così come lo è l’islam. Paradossalmente il “laico” Sartori ha nostalgia dei «giochi della teologia» (Mc Luhan) e gli spiace che, tra tutte le Chiese, quella cattolica sia l’unica a conservare una testarda fiducia nella ragione e un senso molto laico della realtà, tutte cose che consigliano la difesa della vita umana dal momento del suo naturale concepimento al momento del suo naturale tramonto. Infine, tra un uso sconsiderato di san Tommaso e il ricorso ai sacri testi delle religioni, supponendo di rafforzare così la propria omelia, Sartori mostra la solita reticenza su cosa intenda lui per “fede” e cosa per “ragione”. Ignorantone.

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