LIMITED EDITION

Di Pavarini Maria Cristina
04 Novembre 2004
Cresce invece la passione per l’irregolarità di ciò che è artigianale

Finisce l’era del fatto in serie e della perfezione industriale. Cresce invece la passione per l’irregolarità di ciò che è artigianale ed esclusivo, della serie limitata destinata a pochissimi clienti
selezionati. Non è una novità per il mondo della moda. Hermes, Vuitton, etcc. stanno già puntando su questa politica per offrire pezzi unici, o quasi, ai consumatori più snob ed esigenti, ma anche stanchi di vedere che la loro borsa, anche se falsa, è venduta anche dal “vu cumprà” in metrò o per le vie del centro. Anche la moda offre capi che sembrano fatti, o rifiniti a mano, come le giacche di tweed sfrangiate, i jeans iperdecorati e i capi decostruiti e riassemblati in pezzi totalmente nuovi. Anche i passatempi si fanno più esclusivi: sono sempre di più le persone che si iscrivono a corsi di calligrafia per imparare a tracciare ideogrammi cinesi con pennino e inchiostro. Altro che computer! Ma anche il romanzo di cui si parla (e tra poco anche un film) parte da uno spunto di grande artigianalità. è “Il calligrafo” di Edward Doxs. Ha per protagonista un don Giovanni che trascorre il suo tempo trascrivendo sonetti per ricchi committenti, oltre che seducendo ragazze nei locali più “in” di Londra. Alla fine s’innamorerà, cambierà vita, ma non mestiere.

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