L’infanticidio a dibattito

Di Lorenzo Albacete
05 Ottobre 2000
La campagna per le elezioni presidenziali continua, e non interessa a nessuno. Bush e Gore sono assai vicini nei sondaggi e i due schieramenti sperano che i prossimi dibattiti televisivi daranno al proprio candidato la spinta necessaria per il sorpasso.

La campagna per le elezioni presidenziali continua, e non interessa a nessuno. Bush e Gore sono assai vicini nei sondaggi e i due schieramenti sperano che i prossimi dibattiti televisivi daranno al proprio candidato la spinta necessaria per il sorpasso. Ognuno ha impiegato grandi energie nel rassicurare la propria base e ora nessuno riesce più a immaginare come potranno i due candidati catturare l’interesse degli elettori che faranno la differenza senza contraddirsi troppo apertamente. Così sia Bush che Gore si stanno spostando con cautela verso il centro. Il problema è che di questi tempi nessuno sa più dove sia il centro. Tutti sono piuttosto stanchi.

E’ il momento perfetto per resuscitare il vecchio film “L’Esorcista”, che è tornato nelle sale del paese con 11 minuti inediti di proiezione e 18 milioni di dollari di incassi in un solo week-end. Solo il diavolo sembra capace di farci uscire da questa apatia. Intanto, il Congresso degli Usa sta discutendo se rendere illegale l’uccisione di un bambino dopo la sua nascita. Il Comitato Giudiziario aveva infatti approvato il provvedimento il luglio scorso e questa settimana la legge viene discussa davanti all’intera Camera dei Rappresentanti. L’“Atto di Protezione dei nati vivi del 2000” – come viene chiamata – mira ad “impedire l’uccisione di neonati che nascano fortuitamente ancora in vita ad esempio in seguito ad un tentativo di aborto”. La maggioranza degli americani credono che la legalizzazione dell’aborto dopo il famoso caso Roe vs. Wade sia limitata al periodo durante il quale il feto non può sopravvivere fuori dall’utero materno. In pratica però nessuno rispetta questo limite. Così, nel caso dei cosiddetti aborti “a nascita parziale”, il bimbo non nato viene estratto fuori dall’utero materno parzialmente quel tanto che basta per fracassargli il cranio. Fino ad oggi tutti i tentativi per rendere illegale questa procedura sono falliti o per il veto posto dal presidente Clinton a tutte le legislazioni nazionali che andavano in tal senso, o per l’intervento della Corte Suprema, intervenuta anche di recente a ribaltare uno statuto del Nebraska contro gli aborti “a nascita parziale”.

Alcuni legislatori per il diritto di scelta hanno dichiarato che stavolta voteranno la legge di abolizione, ma le principali organizzazioni per l’aborto sono contrarie. Nonostante si preveda che la legge passerà alla Camera, al Senato ha ben poche possibilità. E uno si domanda come si sia potuti arrivare fino a questo punto, fino a tenere dibattiti sull’infanticidio. L’incapacità di riconoscere una persona nel bambino non nato è diventata oggi l’incapacità di riconoscerla anche dopo la nascita del neonato. L’allontanamento dalla realtà che si è mostrato nell’accettare l’aborto, ritorna prima in altri aspetti della vita e infine raggiunge l’inizio e la fine dell’esistenza, come appare dal crescente consenso sull’eutanasia. Finché raggiunge il suo estremo obiettivo: il miracolo dell’esistenza come tale. La realtà mostra questo miracolo con più evidenza all’origine della vita e al suo termine, dove non c’è nulla che distragga la nostra visione. Dietro l’allontanamento dalla realtà si nasconde un odio, un desiderio di abolirla totalmente. Come è possibile? Come la realtà può diventare un tale insopportabile fardello? Certamente non per colpa della sofferenza. Infatti coloro che soffrono accettano il dolore e non si allontanano dalla realtà, ma la accettano come positiva anche se le circostanza sembrerebbero suggerire il contrario. Questo allontanamento dalla realtà non appartiene originariamente al cuore dell’uomo. E’ una presenza estranea, che viene dall’esterno ma che prende dimora nel cuore, come un virus, invisibile, non identificabile, ma mortale. Forse rivedere l’Esorcista non è poi una cattiva idea. Mi domando se gli 11 minuti in più di pellicola li abbiano presi dalle notizie di questi giorni.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.