L’inquisitore fu un garantista

Di Persico Roberto
02 Agosto 2001
Rino Cammilleri, La vera storia dell’Inquisizione, 158 pp. Piemme, lire 24.000.

La “leggenda nera” sull’Inquisizione nasce alla fine del Cinquecento. Inghilterra e Spagna sono impegnate in un braccio di ferro mortale, che ha come posta in gioco il dominio del mondo. Gli inglesi sono i primi a capire l’importanza dell’arma della propaganda, e inondano l’Europa di libelli in cui l’Inquisizione spagnola viene dipinta come il regno del terrore e della crudeltà. Come è noto Londra vinse la partita e, in omaggio alla legge che vuole che la storia sia scritta dai vincitori, la propaganda si trasformò in verità storica. Ripresa poi dalla polemica anticattolica degli illuministi, finì per trionfare nei romanzi gotici dell’Ottocento, e per dominare incontrastata nei manuali scolastici. Paradossalmente è uno storico protestante, Harold C. Lea, entrato negli archivi spagnoli con il desiderio di portare ulteriore sostegno alla lotta contro il fanatismo cattolico, a scoprire che la realtà è ben diversa. Allontanandosi dai metodi sommari della giustizia dell’epoca, i tribunali inquisitoriali mettono a punto per la prima volta nella storia d’Europa procedimenti estremamente scrupolosi e garantisti, fondati su una meticolosa valutazione delle testimonianze. Ben sapendo come sia facile, in climi lacerati da lotte e passioni, che una diceria rovini un uomo. E la tortura? Non solo viene accuratamente regolamentata, ma per la prima volta se ne segnala l’inefficacia: «Se l’inquisitore e il vescovo credono in tutta coscienza che l’accusato nasconda loro la verità, allora lo facciano torturare moderatamente e senza effusione di sangue, sempre ricordandosi che i tormenti sono ingannevoli e inefficaci». Tanto che le deposizioni estorte devono poi essere riconfermate, pena l’invalidità: «Dopo la tortura, verrà condotto in un luogo dove non ci sarà alcuno strumento di tortura. Se non conferma le sue confessioni, o se nega di aver confessato sotto tortura, se ha già subito tutte le torture, verrà rilasciato». Quattro secoli prima dell’“illuminato” Beccaria.

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