L’insegnante dimezzato
La scuola di Berlinguer sarà anche quella dei diritti, del pluralismo e senza discriminazioni, ma non per i professori delle scuole non statali. L’ordinanza ministeriale 153 del 1999, infatti, che detta le regole per il concorso abilitante riservato ai precari che si è tenuto nei mesi scorsi, infatti, stabilisce, nero su bianco, che i precari delle scuole non statali valgono la metà di quelli che prestano servizio nelle scuole di Stato. Si sapeva già che ai docenti delle scuole parificate sarebbe stato riconosciuto un punteggio iniziale per il servizio prestato pari al 50% di quello attribuito ai colleghi delle statali, ma ora il regolamento estende la “legge del 50%” anche per il punteggio calcolato per l’inserimento nelle graduatorie permanenti. Per sovrapprezzo, il titolo 1 dell’articolo 5 del regolamento recita che “coloro che superano le prove della sessione riservata di esami (…) sono iscritti negli scaglioni A2 o B, rispettivamente seconda e terza fascia di precedenza, a seconda che essi siano in possesso o meno del requisito dei 360 giorni di servizio prestato nelle scuole statali”. Quindi, chi avrà maturato l’anzianità richiesta, ma in una scuola non statale, sarà iscritto d’ufficio nella fascia inferiore.
Non è un giudizio sulla bravura degli insegnanti, per carità, perché la scuola italiana è anti-discriminatoria e riconosce e parifica le scuole non statali, semplicemente, per quanto possano essere eccellenti insegnanti, per quanto possano aver ottenuto il massimo dei voti al concorso, i docenti non statali nel voto finale verrano penalizzati prima con il dimezzamento del punteggio per il servizio, poi con il dimezzamento del punteggio per l’inserimento in graduatoria e infine finiranno d’imperio nella terza fascia di precedenza. Come dire che nelle scuole non statali il lavoro vale la metà e pertanto per i docenti non statali non c’è alcuna speranza di ottenere una cattedra. Il che pone una questione ancora più grave. E’ facile, infatti, immaginare cosa accadrà quando le scuole non statali saranno costrette ad assumere i docenti seguendo l’unica graduatoria esistente: la scelta dovrà democraticamente cadere sui docenti che avranno il punteggio maggiore secondo le regole stabilite dal ministero (e dai sindacati). E così parità sarà fatta. E tanti saluti alla concorrenza e alla qualità dell’insegnamento.
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