L’insostenibile leggerezza di chi ciancia solo di Suv
Claudio Velardi ha riposto, scetticamente, più di una speranza nella capacità del centrosinistra di ridare slancio a una vocazione riformatrice che il governo Berlusconi sembrava aver tradito solo pochi mesi dopo le elezioni del 2001. Il disincanto dell’autore potrebbe apparire, al lettore che sfogliasse in questi giorni il libro ed i giornali, un importante accreditamento della coalizione che ha “vinciucchiato” le elezioni.
Mentre il vostro Kadimista scrive, stiamo assistendo ai numerosi autogol che su Finanziaria, tasse, debito pubblico e sviluppo ci sta regalando il governo Prodi. È imbarazzante scoprire che la tassa di successione è sostenibilissima e farla passare per un attentato alla coesione della famiglia, è imbarazzante agitare la tassa sui Suv e toglierla poco dopo, è imbarazzante subire il declassamento ad opera delle agenzie di rating internazionale, come se il precedente governo non fosse mai esistito, e non saper fare ai propri concittadini un discorso serio, pubblico, argomentato sulle condizioni dell’economia e sul futuro del paese. La morale è questa: gli italiani cominciano a chiedersi se sia meglio essere governati da una leadership che pensa molto ai fatti propri o da una leadership che vivendo in permanenza nella psicosi del complotto interno, si dimentica di parlare alla parte più dinamica della società. La risposta, se si votasse domenica prossima, appare facilmente intuibile.
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