L’INTEGRAZIONE CATTOLICA

Di Justin Mc Leod
20 Ottobre 2005

L’11 ottobre Avvenire ha pubblicato l’ultima puntata dell’inchiesta di Giorgio Paolucci sull’integrazione degli studenti stranieri nelle nostre scuole. Peccato. È stata una boccata d’aria fresca. Ha documentato – fatti, luoghi, nomi – come il popolo cristiano fa, lavora, accoglie. Ha raccontato dell’imam di Perugia che manda i figli dalle suore; della “Nuova scuola” di Pesaro che ospita 26 ragazzi stranieri, i cui insegnanti sono andati a rifare – a spese proprie – l’impianto elettrico della casa di due di loro; dei volontari dell’associazione “San Filippo Neri” di Roma, quartiere Boccea, che sono riusciti a convincere i genitori indiani della piccola Asha a mandarla a scuola, mentre l’avrebbero tenuta a casa a prepararsi all’unico compito previsto dalla loro tradizione di sposa e madre; degli asili parrocchiali di montagna del Trentino che si sentono dire: «Le insegnanti sono accoglienti e rispettose, hanno valorizzato il Ramadan, ma a Natale ci hanno spiegato perché qui si fa il presepio. Mio figlio è musulmano ma deve conoscere la storia e i valori del paese in cui vive e in cui diventerà grande». Chi dice che solo nelle scuole statali si fa integrazione? Quale governo finanzierà queste scuole a tutti gli effetti “pubbliche”?

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