L’Inter? a sinistra
L’Italia è uno strano paese. L’altra sera ero a cena con una coppia, lui italiano, lei americana. Molto americana, secondo l’idea che se ne ha; molto carina, secondo l’idea che ne ho io. Ha lasciato lavoro, patria e famiglia per amore. L’Italia non le sembra un pessimo paese, forse non capirebbe certi scrittori incattiviti che la descrivono, all’estero, come un postaccio dove libertà e allegria sono state abolite. Nessuno è perfetto, ma mi sta qui il qualunquismo chic per cui l’Italia fino a due anni fa era un paese da cartolina e ora è una chiavica.
Mi indichereste il momento del passaggio? Non mi adeguo e stigmatizzo lo spettacolo seguito alla cacciata di Hector Cuper. Leggo elegie sul “buono” Zaccheroni, allenatore progressista, paternalista (ci manca poco che dicano ulivista), opposto al “cattivo” Hector, tirannico, oppressivo (quasi berlusconiano).
In attesa di vedere cosa combina il Prodi del football, una riduzione delle cazzate, oltre a quella dei prezzi, sarebbe auspicabile.
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