L’internet che fa paura alla Cina
Da tempo nel mirino degli attivisti per i diritti umani in Cina, ci sono motori di ricerca e aziende che offrono servizi tecnologici. Tutti accusati di essere un po’ troppo disponibili ad accogliere le richieste antidemocratiche di Pechino, pur di inserirsi nel ghiotto mercato cinese. L’ultimo della serie è Yahoo!, accusato di aver aiutato le autorità comuniste a scoprire ed arrestare giornalisti ed attivisti per i diritti umani che usavano la rete per pubblicare articoli pro-democrazia. Ora chiedono il rimborso dei danni e l’impegno attivo dell’azienda per far rilasciare di tutti coloro che ha aiutato a far arrestare. A suo tempo, su richiesta di Pechino, Microsoft ha chiuso un popolare sito internet che trattava di temi “sensibili” come la democrazia, e Google, elaborò una versione censurata del suo motore di ricerca. Parole off limits, ovviamente, democrazia e diritti.
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